Non hai glorificato l’Iddio che ha nella sua mano il tuo soffio vitale, e da cui dipendono tutte le tue vie.

 

Daniele 5 : 22 – 23

E tu, o Belsatsar, suo figliuolo, non hai umiliato il tuo cuore, quantunque tu sapessi tutto questo; ma ti sei innalzato contro il Signore del cielo; ti sono stati portati davanti i vasi della sua casa, e tu, i tuoi grandi, le tue mogli e le tue concubine ve ne siete serviti per bere; e tu hai lodato gli dèi d’argento, d’oro, di rame, di ferro, di legno e di pietra, i quali non vedono, non odono, non hanno conoscenza di sorta, e non hai glorificato l’Iddio che ha nella sua mano il tuo soffio vitale, e da cui dipendono tutte le tue vie.

Questi versetti sono tratti dal Libro di Daniele e riguardano un giudizio tremendo di Dio, per bocca del profeta Daniele, nei riguardi del re Belsatsar, re dei Caldei, e questo giudizio consisteva nel decreto di Dio certo ed infallibile della morte del re, per la sua ribellione nei confronti di Dio.

In questi versetti è importante sottolineare tre cose fondamentali :

a ) Dio non tollera e quindi punisce in maniera inesorabile il peccato della superbia degli esseri umani e la loro ribellione nei suoi confronti. 

Gli esseri umani per la loro natura malvagia sono creature inclini al male e portati ad insuperbirsi  sia nei confronti degli altri esseri umani e sia soprattutto nei confronti di Dio, al quale non riconoscono come invece è giusto che sia la gloria, la maestà, la potenza e non si umiliano quindi come creature di Dio alla sua volontà suprema, ma anzi sono ostinati e ribelli ed offendono del continuo il santo nome di Dio.

b ) Dio non tollera e quindi punisce in maniera inesorabile il peccato d’idolatria.

Dio non tollera che gli esseri umani adorino e si prostrino davanti ad immagini ed a statue d’oro, d’argento, di rame, di ferro, di legno e di pietra, i quali non vedono, non sentono e non conoscono nulla, quindi non tollera in generale l’utilizzo di oggetti per l’adorazione e tanto meno l’adorazione a falsi dei, perché egli è il solo e vero Dio, il solo che deve essere adorato e senza l’utilizzo di idoli che lo raffigurino, perché egli è lo Spirito e lo spirito non può essere raffigurato dagli esseri umani attraverso immagini o idoli.

c ) Dio ha nella sua mano il soffio vitale dell’essere umano ed inoltre da lui dipendono le vie dell’uomo.

Questo è il punto fondamentale che si vuole trattare in questo caso, dall’analisi di questi versetti. Dio ha tratto dalla polvere della terra l’uomo ed ha soffiato in esso il suo soffio vitale, dando così vita ad un essere vivente. Il soffio vitale è la scintilla che tiene in vita l’essere umano e quando la persona muore, il corpo ritorna alla polvere della terra da cui è stato tratto, lo spirito di vita ritorna a Dio che l’ha dato, mentre l’anima sopravvive alla morte e si diparte dal corpo con un destino ed uno stato intermedio diversi a secondo se la persona che muore è una persona morta in grazia di Dio oppure è una persona morta nei peccati. Nel primo caso, l’anima sale al cielo e dimora nella pace e nella luce della presenza di Dio e del suo amato Figliuolo Gesù Cristo, riposandosi dalle sue fatiche nel Signore, durante il corso della propria vita terrena. Nel secondo caso, invece, l’anima che si diparte dal corpo scende verso il basso, in un luogo spirituale di tormento, che si trova nelle viscere della terra e che si chiama inferno, cioè luogo inferiore, luogo di sotto, che è un luogo oscuro, dove arde un fuoco spirituale, ma vero, inestinguibile, non attizzato da mano d’uomo, dove l’anima è nei tormenti e nell’angoscia di una sofferenza senza fine. Inoltre un altro aspetto fondamentale da sottolineare è che la condizione di ogni essere umano è una condizione che dipende in modo totale ed esclusivo da Dio e quindi dalla sua infinita sapienza e dalla sua volontà suprema dipendono le vie che ogni persona intraprende durante il suo cammino sulla faccia della terra. Per quanto gli esseri umani si illudano di essere gli artefici della loro vita e del loro destino, la Sacra Scrittura, anche in questi versetti, come svariate altre volte, proclama in maniera certa ed assoluta la sola verità e cioè che la vita degli esseri umani è nelle mani potenti di Dio. L’esistenza umana è sotto il totale controllo del volere divino e tutto ciò che accade ad una persona nel corso della sua breve esistenza terrena non è frutto del caso, non è dovuto al fato, non dipende dalla fortuna o dalla sfortuna, ma dipende dalla volontà attuativa o permissiva di Dio. Nulla di quello che accade nell’intero universo dipende dal caso ma invece si realizza per l’azione diretta attuativa o per l’azione indiretta permissiva della volontà di Dio, unica, eterna, immutabile, perfetta, invincibile, infallibile, inviolabile, incontrastabile ed infallibile. Non esiste forza o essere vivente visibile ed invisibile che possa opporsi nemmeno minimamente al volere supremo di Dio e ai suoi decreti eterni ed inviolabili. L’essere umano è diretto da Dio nelle sue vie, durante lo svolgersi della sua vita terrena, e lo guida secondo il consiglio della sua volontà e nel modo che egli gradisce e non v’è nessuno che possa opporsi al suo volere supremo o chiedergli spiegazioni sul suo operato divino. Indipendentemente da ciò che pensa l’essere umano sulla sua capacità di determinare il suo destino mediante il cosiddetto libero arbitrio, che è il frutto solamente di un inganno diabolico perverso  e menzognero, che mette l’essere umano al centro dell’universo, Dio da sempre emana i suoi decreti attraverso la sua parola e vigila su di essa affinché vada ad effetto secondo il consiglio della sua volontà e determina così non solo il destino dell’uomo ma di tutti gli esseri viventi.

Bisogna quindi abbassare con timore e tremore il capo e prostrarsi con riverenza dinanzi alla gloria splendente del solo e vero Dio, l’Altissimo, l’Iddio di Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, umiliandosi al cospetto di colui che è l’Eterno degli Eserciti, e riconoscere la potenza infinita della sua possanza, la supremazia della sua sovranità assoluta, la sapienza della sua intelligenza imperscrutabile ed infine accettare il consiglio della sua volontà perfetta che controlla tutto in maniera sicura ed infallibile e che dirige le vie di ogni essere vivente secondo i suoi decreti eterni ed immutabili.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Ma l’Eterno dirige i suoi passi

Proverbi 16 : 9

Il cuor dell’uomo medita la sua via, ma l’Eterno dirige i suoi passi.

Questo versetto tratto dal Libro dei Proverbi, ci fa comprendere meglio la condizione dell’essere umano.

L’essere umano riflette sulla sua vita passata, medita la sua condizione presente e programma la sua vita futura, facendo dei progetti a breve, medio o a lungo termine e pensa di poter determinare con il suo cosiddetto libero arbitrio il corso della sua vita e di poter per così dire essere l’artefice del proprio destino. Egli pensa quindi di poter decidere in maniera fattiva e determinante sulla sua vita e di essere il solo ed unico responsabile di tutto quello che è riuscito a compiere nell’arco degli anni trascorsi dal momento della sua nascita fino alla sua condizione presente. Ma le cose stanno realmente così oppure questa convinzione è solamente una suggestione ed un’illusione? La vita dell’essere umano dipende veramente dall’essere umano ? L’uomo in quanto essere dotato di coscienza e d’intelligenza superiore è veramente libero di poter determinare in una maniera piuttosto che in un’altra il corso della sua esistenza terrena? Esiste veramente il cosiddetto libero arbitrio dell’essere umano? 

Bisogna dire che questo breve versetto tratto dal Libro dei Proverbi risponde in maniera chiara ed inequivocabile alle precedenti domande formulate.

L’essere umano non ha nessuna influenza nel creare il proprio destino, non ha nessuna capacità di determinare il corso degli eventi riguardo la sua vita e non ha la possibilità neppure minima di essere il principale responsabile degli obiettivi raggiunti. Certo l’essere umano con la sua mente elabora pensieri, si prefigge degli obiettivi, compie determinate azioni che portano ad inevitabili determinati risultati, ma i suoi passi sono sotto la volontà suprema ed il controllo di Dio, l’Onnipotente, ed è lui che dirige secondo il beneplacito del suo determinato consiglio, i passi dell’uomo lungo la sua via nel corso degli anni  della sua vita terrena. Tutte le cose e tutti gli esseri viventi e quindi anche l’essere umano è sottoposto alla volontà assoluta ed ai decreti del’Altissimo, che determina le circostanze, i tempi ed i modi in cui si dovranno svolgersi gli eventi e quindi anche l’uomo in ultima analisi è una creatura che dipende dal suo volere supremo e di conseguenza  tutto quello che riesce a compiere nel corso della sua vita è sottoposto al suo governo ed al suo controllo perfetto e sapiente. Il caso non esiste, il fato non esiste, la fortuna e la sfortuna non esistono, il libero arbitrio dell’uomo non esiste, ma tutto è determinato dal consiglio della volontà suprema di Dio e tutto il creato obbedisce al suo controllo totale ed alla potenza infinita della sua volontà governativa.

L’uomo medita la sua via, elabora pensieri e compie azioni secondo il suo proprio pensiero, ma è Dio che alla fine dirige i suoi passi e lo guida lungo il sentiero che ha stabilito per lui secondo il suo  volere, determinando quindi le circostanze e gli eventi, i tempi e i luoghi, secondo i disegni da lui stabiliti, in accordo con la sua prescienza ed il suo consiglio supremo. Non è in potere dell’uomo la sua vita e non è in suo potere nemmeno il dirigere i suoi passi, ma tutto quello che accade nell’universo, compreso la vita di ogni essere umano è in potere assoluto di Dio, il quale non solo è il creatore dell’intero universo ma è anche il supremo sovrano di tutte le cose esistenti che vivono e sussistono obbedendo al suo governo assoluto ed alla sua volontà perfetta.  

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

E non lo fa, commette peccato

Giacomo 4 : 17

Colui dunque che sa fare il bene, e non lo fa, commette peccato.

In questo breve versetto contenuto nell’epistola di Giacomo viene descritta una definizione di peccato.

Il peccato può essere definito come qualsiasi situazione in cui l’essere umano, in particolare il cristiano, ha la possibilità di fare del bene agli altri e non lo fa. In pratica l’omissione di qualsiasi opera buona che il cristiano ha la possibilità di compiere, qualunque sia il motivo o la ragione alla base di questa omissione, costituisce un peccato davanti a Dio. Quindi il peccato è qualsiasi cosa che sia il contrario di una buona opera, di un aiuto verso gli altri, sia spirituale che materiale. Il cristiano, che con la nuova nascita è divenuto un figliolo adottivo di Dio mediante la fede in Gesù Cristo è chiamato a compiere le opere buone che Dio gli ha innanzi preparate affinché le compia e quindi l’omissione di tali opere costituisce un peccato agli occhi di Dio. E’ importante meditare sul fatto che come dice Giacomo, colui che sa fare il bene e non lo fa commette quindi un peccato e quindi il non operare il bene quando in pratica si è in condizione di farlo è una grave mancanza al cospetto di Dio e costituisce un peccato. Il credente deve quindi sforzarsi di vincere qualsiasi egoismo o paura che gli impedisce di osservare e mettere in pratica i precetti del Signore, chiedendo a Dio stesso nel nome del suo caro figliuolo Gesù Cristo, che lo Spirito Santo operi in lui doviziosamente dandogli il coraggio, la forza e la costanza per rimanere saldo nella fede e svolgere il suo compito di discepolo del Signore Gesù Cristo, superando con fermezza le svariate prove nel corso della sua vita terrena ed adempiendo le buone opere che è chiamato a compiere per volere di Dio.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

Nulla può impedirti d’eseguire un tuo disegno

 

Giobbe 42 : 1 -3

Allora Giobbe rispose all’Eterno e disse: Io riconosco che tu puoi tutto, e che nulla può impedirti d’eseguire un tuo disegno. Chi è colui che senza intendimento offusca il tuo disegno?…

Questi tre versetti, tratti dal Libro di Giobbe, ancora una volta trattano del tema della volontà sovrana ed assoluta di Dio.

Dio può fare tutto, nessuna cosa è impossibile a Dio. Egli fa tutto quello che il sovrano consiglio della sua volontà decide di fargli fare. Dio è il supremo creatore di tutto l’universo e tutte le cose create e tutti gli esseri viventi creati, materiali e spirituali, sono sotto il dominio della sua volontà sovrana ed imperscrutabile. Non esiste nessuna cosa al mondo e nessun essere al mondo che possa anche minimamente offuscare il disegno di Dio o impedirne il suo corretto e perfetto svolgimento, secondo l’ordine da lui decretato. Tutto il creato obbedisce alle sue leggi ed è sottoposto alla sua volontà suprema, nei cieli, sulla terra, nei mari e negli abissi e non v’è nulla che possa sfuggire al suo attento controllo ed alle sue direttive giuste e sapienti. La sua parola verace e giusta si compie con perfetta sapienza nei tempi, nei luoghi e nei modi da lui decretati innanzi tempo e raggiunge lo scopo per la quale era stata decretata. Questa è una verità certa ed assoluta e deve essere pienamente accettata dagli esseri umani, i quali devono comprendere che la loro vita non è nelle loro mani, ma come tutte le cose è nelle mani sapienti dell’Iddio vivente e vero, che decide il corso degli eventi nell’intero universo secondo il determinato consiglio della sua volontà sovrana ed immutabile.

A Dio siano rese la gloria, l’onore, l’imperio, la maestà, la potenza, la sapienza, la benedizione ed il rendimento di grazie, nel suo diletto figliuolo Gesù Cristo, il Messia e nostro Signore e Salvatore, nei secoli dei secoli. Amen.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

Venite dietro a me, e vi farò pescatori d’uomini

Matteo : 18 – 22

Or passeggiando lungo il mare della Galilea, egli vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare; poiché erano pescatori. E disse loro: Venite dietro a me, e vi farò pescatori d’uomini. Ed essi, lasciate prontamente le reti, lo seguirono. E passato più oltre, vide due altri fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, i quali nella barca, con Zebedeo loro padre, rassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi, lasciata subito la barca e il padre loro, lo seguirono.

In questi versetti, che sono contenuti nel Vangelo di Matteo, viene descritta la chiamata dei primi apostoli da parte di Gesù Cristo.

L’avvenimento è descritto, come in un ritratto, in maniera chiara e semplice ed il luogo in cui si svolge è il lago di Galilea, un lago incassato nelle montagne, a forma di cetra, le cui acque erano ricche di pesce, il quale era chiamato anche lago di Gennèsaret o di Kinneret ed anche lago di Tiberiade ed anche mare di Galilea e mare di Tiberiade. Il lago veniva chiamato in vari modi : esso prendeva il suo nome dal fatto che esso si trovava nella regione della Galilea, mentre il nome Tiberiade era dovuto al fatto che la città che si trovava sulla sua riva nord era stata fondata da Erode Antipa, in onore di Tiberio, l’imperatore romano da cui dipendeva il re Erode, mentre il nome Gennèsaret derivava il nome da una piccola pianura fertile situata sulle coste occidentali del lago. In questo luogo, sia sulle acque del lago che sulle rive del lago stesso c’erano dei pescatori, intenti a svolgere la loro attività quotidiana, che era naturalmente necessaria per il sostentamento loro e delle loro famiglie.

Gesù stava passeggiando lungo il mare della Galilea e vide due pescatori, i quai erano due fratelli, uno si chiamava Simone, detto Pietro e l’altro Andrea, i quali dalla barca, probabilmente ancora non molto distanti dalla riva, stavano gettando le reti in mare per cercare di ottenere il frutto del loro quotidiano lavoro, ovvero una quantità di pescato che permettesse loro l’utile sostentamento quotidiano ed anche per guadagnare qualcosa dalla sua eventuale vendita. Gesù dalla riva, si rivolge ai due e comanda loro di seguirlo perché ha un disegno preciso per loro, e cioè li avrebbe fatti diventare pescatori d’uomini, cioè Gesù aveva il proposito di farli diventare suoi discepoli particolari, vale a dire essi avrebbero fatto parte del ristretto gruppo dei dodici apostoli di Gesù, cioè di coloro i quali sarebbero stati al suo seguito durante il suo breve ministerio terreno. I due fratelli ubbidiscono prontamente alla chiamata decisa ed irresistibile del Sommo Maestro e gettate subito le reti si mettono a l suo seguito. Essi incuranti di tutto ciò che prima stavano facendo, non esitano un istante, e gettando via le reti e quindi lasciandosi per sempre dietro le loro spalle il lavoro di pescatori, seguono fedelmente Gesù.

Gesù quindi, proseguendo il suo cammino lungo le rive del lago, e passando oltre vide altri due giovani uomini, figli del pescatore Zebedeo ed anche loro pescatori, i quali erano nella loro barca intenti a riassettare le reti e anche questa volta egli chiama i due fratelli a seguirlo ed essi affascinati dalla potente figura di Gesù, che li chiama in maniera ferma ed irresistibile, lasciano prontamente la barca sulla quale stavano lavorando insieme al loro padre, ed abbandonano quindi sia la barca che il loro padre per ubbidire al Signore e Salvatore Gesù Cristo e seguirlo fedelmente nel suo cammino.  

In questo modo si conclude la breve, ma molto bella e suggestiva descrizione, di questo importante avvenimento della chiamata dei primi apostoli, da parte del Signore e Salvatore Gesù Cristo,  che si è verificato all’inizio del suo breve ministerio e durante gli ultimi anni della sua vita terrena. 

E’ da notare innanzitutto che, ad una lettura superficiale, potrebbe sembrare che l’episodio della passeggiata di Gesù sulle rive del lago di Galilea, e la chiamata rivolta ai quattro pescatori incontrati lungo il suo cammino, sia solo un avvenimento casuale, un caso fortuito, ma in realtà non è affatto così e tutto l’avvenimento descritto non è per nulla il frutto di un caso, perché come i cristiani sanno bene, il caso non esiste, ma esiste solamente il supremo consiglio della volontà di Dio, il quale coi suoi decreti perfetti ed immutabili, determina i tempi, i luoghi ed i modi affinché la sua parola sia mandata ad effetto e produca lo scopo per il quale è stata mandata. Gesù, quale figliuolo di Dio, sapeva già in anticipo cosa e quali persone avrebbe incontrato lungo il suo cammino sulle sponde del lago e quindi egli è andato in quel luogo proprio per chiamare i suoi primi quattro discepoli a seguirlo durante il resto della sua vita terrena. Il luogo e le persone oggetto di questo importante avvenimento erano predeterminate da Dio, secondo il beneplacito della sua volontà sovrana e non frutto della mera casualità ed erano perfettamente a preconoscenza del suo figliuolo diletto Gesù Cristo.

In secondo luogo, è di fondamentale importanza sottolineare come la chiamata di Gesù ai quattro giovani pescatori, non sia una semplice chiamata a seguirlo nella sua vita terrena, durante il suo breve ministerio, ma sia invece una chiamata alla salvezza, cioè è una chiamata a scampare dalla prigione dello stato di peccato dell’essere umano e ad ottenere la salvezza della vita eterna nel suo regno celeste. La chiamata di Gesù è una chiamata a sfuggire dall’ira di Dio ed a diventare invece suoi figliuoli adottivi in Gesù Cristo, ravvedendosi e credendo che Gesù è il Cristo, cioè il Salvatore dal peccato del mondo.

In terzo luogo la chiamata di Gesù rivolta ai quattro suoi primi discepoli e futuri apostoli è frutto di una scelta unilaterale di Dio, mediante la figura del suo diletto Figliuolo Gesù Cristo e non dipende quindi dalla volontà dell’essere umano. La scelta dell’elezione a salvezza è dovuta alla grazia della misericordia di Dio, mediante la fede nel prezioso sangue di Gesù, e non dipende quindi dal libero arbitrio dell’uomo, cioè non dipende dalla volontà, dalle qualità dell’essere umano o  dalla bontà delle sue opere, ma dipende esclusivamente dalla suprema ed infallibile volontà di Dio, il quale elegge dalla totalità del genere umana una piccolo numero di persone a salvezza, perché a lui così è piaciuto, per grazia e non per opere, per grazia e non perché una persona sia agli occhi di Dio migliore di un’altra, e questo perché davanti a Dio tutti gli esseri umani sono nello stato di peccato e di corruzione derivante dal peccato e quindi sono tutti meritevoli del giusto castigo della punizione eterna nel tormento atroce del fuoco inestinguibile. Non è quindi l’essere umano che sceglie di essere salvato da Dio, ma è Dio che sceglie di salvare l’essere umano decretando il tempo, il luogo ed il modo con cui questa chiamata della scelta a salvezza dovrà avvenire. Solo Dio ha la facoltà di scegliere la persona eletta alla salvezza e non succede mai il contrario, cioè che sia la persona a scegliere di essere salvata da Dio, credendo nel suo figliuolo Gesù Cristo, e questo anche se alla persona può sembrare che le cose avvengano in questo modo.

In ultimo è da sottolineare ancora una volta come la scelta da parte di Dio di alcuni esseri umani alla salvezza eterna è una scelta non solo unilaterale, voluta esclusivamente da Dio, ma è anche una scelta irresistibile e quindi l’essere umano è meravigliosamente ed inesorabilmente vinto dalla potenza salvifica della misericordiosa volontà di Dio. L’essere umano è in maniera formidabile vinto dalla potente mano di Dio, il quale ha l’ineffabile potere di strappare dalla morte un tizzone destinato alle fiamme dell’inferno prima, e poi alla fine, dopo la risurrezione dei corpi, alle fiamme eterne del lago ardente di fuoco e di zolfo, nella terribile condizione di solitudine e di sofferenza senza fine. 

Questi bellissimi versetti della Sacra Scrittura quindi, ci descrivono in maniera mirabile, l’iniziale e suprema scelta dei primi quattro dei dodici apostoli designati del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Egli passeggiando lungo la riva del lago di Galilea, chiama a sé quattro giovani pescatori, i quali vinti dalla meravigliosa potenza della chiamata irresistibile del Sommo Pastore, lasciano subitaneamente la loro attività di pesca ed ubbidiscono prontamente alla chiamata di Gesù, seguendolo fedelmente nel suo cammino.

Non bisogna smettere mai, quindi, di lodare, di celebrare, di magnificare, di esaltare l’Eterno, l’Iddio Onnipotente, il quale mediante la grazia dell’elezione a salvezza, per mezzo del dono ineffabile della fede nel suo diletto figliuolo, il Signore e Salvatore Gesù Cristo, ha deciso di salvarci dalla prigione del peccato e di scampare dall’ira di Dio, riconciliandoci con lui, mediante lo spargimento del prezioso sangue di Gesù Cristo, sulla croce, affinché credendo nella potenza del suo nome possiamo ereditare il Regno promesso e la vita eterna.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Ma ho questo contro a te : che tu tolleri quella donna Jezabel

Apocalisse 19 – 23

Io conosco le tue opere e il tuo amore e la tua fede e il tuo ministerio e la tua costanza, e che le tue opere ultime sono più abbondanti delle prime. Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre.

Questi versetti sono contenuti nel Libro dell’Apocalisse o Libro della Rivelazione di Giovanni, il discepolo che Gesù amava, come lui stesso si definiva e sono tratti dalla lettera rivolta dal Signore e Salvatore Gesù Cristo all’angelo di Tiatiri, cioè al pastore della chiesa cristiana della città di Tiatiri, in Asia Minore.

a ) Gesù si rivolge all’angelo della chiesa cristiana di Tiatiri, cioè al suo pastore, al suo conduttore, al responsabile della comunità cristiana di Tiatiri e incomincia il suo discorso facendo conoscere il suo gradimento per la fede salda che egli ha ed inoltre per il suo ministerio caratterizzato da amore , da costanza e da un miglioramento continuo nel fare delle opere buone che sono sempre più abbondanti col passare del tempo.

b ) Gesù però continua il suo discorso con un ammonimento severo al conduttore della chiesa cristiana di Tiatiri, ordinandogli cioè di non proseguire nel suo atteggiamento di tolleranza verso una determinata donna che faceva parte di questa comunità cristiana, che Gesù chiama Jezabel. Quindi il Signore Gesù fa intendere chiaramente di essere indignato nei confronti del pastore di Tiatiri per il suo atteggiamento debole, tollerante e permissivo nei confronti del comportamento malvagio della donna Jezabel, che si trovava all’interno della sua comunità cristiana. Jezabel  non doveva essere assolutamente tollerata dall’assemblea dei santi di Tiatiri, ed in primo luogo dal suo conduttore, il quale doveva quindi avere un atteggiamento forte e coraggioso nell’opporsi al comportamento scorretto ed iniquo di questa donna.

c ) Gesù passa quindi ad elencare i motivi per i quali il conduttore della chiesa di Tiatiri non doveva tollerare Jezabel ed il suo comportamento peccaminoso. I peccati di quella donna erano : 1 ) il peccato della menzogna : ella era innanzitutto una donna menzognera, in quanto si dichiarava una profetessa, ma in realtà era solo una falsa profetessa e quindi si attribuiva un dono spirituale che non aveva; 2) il peccato dell’insegnamento : ella insegnava in quella chiesa, e questo era un altro grave peccato, in quanto per disposizione di Dio, non è permesso alle donne di insegnare all’interno dell’assemblea dei santi perché ciò è prerogativa solo degli uomini; 3) il peccato della fornicazione : ella quindi seduceva i servitori di Gesù Cristo, cioè i suoi discepoli cristiani di quella chiesa e praticava la grave pratica malvagia della prostituzione sacra, cioè esercitava l’esercizio della prostituzione durante la pratica del culto religioso con altri membri della comunità cristiana di Tiatiri. 4 ) il doppio peccato dell’idolatria e del mangiare cose sacrificate agli idoli : ella quindi seducendo  gli altri cristiani di quella comunità, durante la sua attività religiosa, faceva praticare loro anche l’adorazione ad idoli, cioè a varie statue cosiddette sacre e li induceva a mangiare le cose che venivano offerte come sacrificio a questi idoli, pratica malvagia in abominio al solo e vero Dio, il Dio di Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, che è benedetto in eterno. Quindi questa donna aveva un comportamento ribelle, malvagio e disubbidiente nei riguardi dei santi e giusti comandamenti di Dio.

d ) Gesù inoltre ricorda al pastore di Tiatiri la grandezza della sua misericordia : infatti aveva dato del tempo affinché Jezabel si ravvedesse, cioè comprendesse la gravità del suo peccato contro la chiesa di Dio, che corrisponde in pratica al peccato di fornicazione della chiesa e quindi le aveva concesso del tempo affinché comprendesse il suo stato di peccato, si pentisse delle sue opere malvagie ed infine chiedesse a Dio il perdono per tutti i peccati commessi fino a quel momento, ma ella invece non aveva voluto ravvedersi ed aveva invece continuato nella sua ribellione verso i giusti e veraci precetti di Dio. Questo significa che Dio dà il tempo e la possibilità ad un suo figlio adottivo, in quanto discepolo di Gesù Cristo, di ravvedersi dal suo stato di peccato e quindi se si svia dalla fede e commette dei peccati ha la possibilità di potersi ravvedere e quindi di tornare al Signore chiedendo perdono per i peccati commessi.

e ) Questo comportamento malvagio e prolungato aveva infine portato quindi il Signore Gesù Cristo ad esercitare il suo giusto giudizio e quindi a decretare il giusto e terribile castigo che ella meritava per la sua persistente attività malvagia e ribelle agli occhi di Dio. Il Signore Gesù avrebbe messo Jezabel sopra un letto di dolore, quindi avrebbe punito Jezebel procurandole grande dolore e sofferenza nella sua vita. Inoltre avrebbe punito severamente anche quei cristiani che commettevano adulterio con Jezabel procurando loro una grande tribolazione, una grande afflizione, se non si fossero ravveduti anche loro delle loro opere malvagie e se non si fossero pentiti amaramente davanti a Dio. Infine Gesù gli fa sapere una sua ultima terribile sentenza e cioè che avrebbe messo a morte i figlioli di Jezabel e quindi avrebbe esteso i suoi terribili giudizi di castigo anche sui figli di quella donna ribelle e malvagia.

f ) Infine Gesù afferma in maniera solenne che ancora una volta verrà compresa dagli esseri umani quale sia sia la grandezza e la potenza del suo nome, in quanto egli è colui che è in grado di esplorare ed investigare in maniera giusta e completa ogni persona, scrutando sin nel profondo dei loro pensieri e dei loro sentimenti ed inoltre verrà ancora una volta dimostrata la sapienza della sua infallibile giustizia, perché egli è in grado di dare a ciascun essere umano la giusta retribuzione secondo le opere da lui compiute durante la sua vita terrena. Quindi in pratica Gesù esorta i cristiani a non dimenticare mai di dimorare in lui e nel suo amore ed a perseverare nel loro cammino di santi in maniera degna del ravvedimento ed in santità ed onore e di stare attenti  a non sviare dalla fede ed a non deviare dal sentiero della vita che conduce alla fine dei giorni su questa terra alla salvezza nella vita eterna.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Giudicate con giusto giudizio

Giovanni 7 : 24

Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio.

Questo breve versetto è tratto dal vangelo dell’apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù amava, ed è molto importante perché tratta dell’atto del giudicare degli esseri umani, in particolare dei cristiani, riguardo a fatti, cose e persone.

Il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, il Maestro, indica ai suoi discepoli quale sia il modo corretto per giudicare le cose, gli avvenimenti e le persone durante il corso della vita terrena.

a ) Innanzitutto va sottolineato come l’atto del giudicare sia un atto che il discepolo è tenuto sempre a praticare nel corso della sua esistenza, e quindi è implicito in questo versetto come l’atto del giudicare sia un atto dovuto e che quindi il cristiano non si deve astenere dal praticare il giudizio su quello che gli accade nel corso della sua vita. Non è quindi comandato al cristiano di astenersi dal giudicare i fatti, le cose e le persone, ma anzi al contrario di impegnarsi nel giudicare le cose del mondo. E’ spesso opinione comune, anche tra i credenti che non si debba giudicare nulla, in quanto il giudizio su cose, persone o avvenimenti, non spetta all’essere umano, ma a Dio, ma questo non è quello che afferma invece la Sacra Scrittura, e si tratta quindi di una macchinazione satanica, di un inganno diabolico, di una menzogna infiltratasi non solo all’interno del mondo pagano, ma anche in maniera subdola all’interno della chiesa dei santi, inducendola ad essere tiepida e permissiva su cose ingiuste o su persone malvagie che invece non vanno assolutamente tollerati, ma anzi riprovati in maniera aperta, chiara e decisa e senza alcuna indulgenza o benevolo permissivismo.

b ) Il giudizio espresso dal cristiano deve essere sempre e dovunque un giudizio giusto. Il discepolo del Sommo Sacerdote Gesù Cristo, il diletto Figliuolo di Dio, deve esercitare il suo giudizio in maniera giusta, cioè il giudizio deve ubbidire alla giustizia che viene da Dio, e quindi deve essere un giudizio espresso in maniera chiara, equilibrata e conforme agli insegnamenti e ai comandamenti proclamati da Gesù e quindi conforme alla parola di Dio, la quale è il solo ed unico punto di riferimento al quale si deve attenere il cristiano nell’esprimere il suo giudizio su accadimenti, cose o persone. La giusta formulazione di un giudizio non deve essere fatta in maniera sommaria, preconcetta o secondo le apparenze, ma deve essere effettuata in maniera da scaturire da un esame obiettivo, attento, profondo ed accurato dei fatti, delle cose e delle persone che sono oggetto del giudizio, allo scopo di evitare di incorrere in un giudizio sbagliato e non rispettoso della verità della parola di Dio, la quale deve essere la lampada ardente e splendente che deve guidare il discepolo di Gesù Cristo in tutto il suo cammino cristiano nel mondo in cui vive, che è un mondo di tenebre oscure pieno di menzogne e di inganni diabolici.

Quindi, in conclusione, è bene ribadire ancora una volta che l’atto del giudicare in maniera giusta ed obiettiva è un santo comandamento del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, ed è quindi un santo comandamento che va osservato dal discepolo di Cristo che deve impegnarsi durante tutta la sua vita ad esercitarlo come Dio comanda di fare. Il cristiano è chiamato a discernere il bene dal male e ad agire in maniera degna del suo Signore e Salvatore Gesù Cristo, esercitando in maniera corretta il suo giudizio che deve essere sempre obbediente ai princìpi di verità di giustizia secondo la parola di Dio.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Nel tuo libro eran tutti scritti i giorni che m’eran destinati

Salmo 139 : 16

I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo; e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che m’eran destinati, quando nessun d’essi era sorto ancora.

Questo versetto contenuto nel salmo 139 del Libro dei Salmi ci parla della vita dell’essere umano.

a ) Dio ha tutto l’universo sotto il suo controllo e quindi anche il concepimento di ogni bambino, il suo sviluppo e la sua nascita, si compiono grazie al beneplacito della sua volontà sovrana che permette che tutto questo si realizzi secondo i suoi disegni imperscrutabili ed infallibili. La nascita di ogni essere vivente è determinata dal volere di Dio e senza il suo permesso non accade nulla nell’intero universo. La nascita di un bambino è quindi di conseguenza un meraviglioso dono di Dio e tutte le sue fasi dal suo iniziale concepimento, al suo successivo sviluppo nel grembo materno ed infine la sua nascita nel mondo, sono sotto la sua volontà ed il suo controllo sapiente. Egli guarda con attenzione ogni essere umano, fin dal primo istante di vita e quando ancora il bambino contenuto nel seno materno è ancora un’iniziale massa informe che poi si trasformerà man mano nella stupenda meraviglia che costituisce il corpo umano di un neonato.

b ) Inoltre è importante sapere che Dio possiede un libro, il libro della vita di ogni essere umano, in cui sono stabiliti da sempre i giorni destinati ad ogni persona, cioè la durata della sua vita terrena, dal momento del suo concepimento nel grembo materno fino al momento dell’esalazione dell’ultimo respiro appena prima che sopraggiunga l’inevitabile morte e come si è detto questa durata della vita di ogni essere umano è stabilita da Dio ancora prima che i giorni dell’esistenza terrena incomincino ad essere contati al momento della sua nascita.

E’ importante sottolineare ancora una volta come la nascita di ogni essere umano, e la durata della sua vita sulla terra, dipendono unicamente ed esclusivamente dalla suprema volontà di Dio, in maniera conforme al disegno unico di Dio per ogni essere umano e non dipenda quindi in alcun modo dal fato o dalle circostanze fortuite capitate ad una determinata persona. Il destino di ogni persona è nel pieno controllo di Dio e si attua secondo il volere divino in maniera completa ed infallibile e quindi la persona non può in alcun modo essere l’artefice del destino della propria vita e controllarne l’andamento e se pensa tutto ciò è solamente vittima di un terribile inganno satanico e di una diabolica illusione.

L’andamento della vita di ogni essere umano è sotto il pieno controllo di Dio che controlla la vita di ogni persona secondo il suo volere imperscrutabile ed insindacabile, ma comunque sempre buono e giusto perché l’Iddio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, l’Iddio d’Israele, l’Eterno degli Eserciti, è un Dio santo, buono e giusto.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

La sua intelligenza è imperscrutabile

Isaia 40 : 28

Non lo sai tu? non l’hai tu udito? L’Eterno è l’Iddio d’eternità, il creatore degli estremi confini della terra. Egli non s’affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile.

Questo versetto è tratto dal libro del profeta Isaia ed ancora una volta proclama la grandezza di Dio.

L’Iddio onnipotente, ovvero l’Iddio di Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, è il solo e vero Dio, il padre del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, il Messia.

Una dei suoi attributi divini, delle sue perfette qualità invisibili, è l’eternità : Dio è eterno ed immutabile, è colui che era, che è e che viene, colui che esisteva prima del tempo e dello spazio, dall’eternità e per l’eternità. Dio esisteva prima che esistesse il tempo e prima che il tempo cominciasse a scorrere inesorabile e non a caso egli è chiamato anche l’Eterno.

Dio inoltre è il Creatore, cioè colui che ha creato per mezzo della Parola, tutte ciò che esiste, sia le cose che gli esseri viventi, visibili ed invisibili. I cieli, la terra, i mari e gli abissi e tutto ciò che è in essi, tutto è opera di colui che ha fatto nascere dal nulla quello che esiste nell’intero universo. Non si può fare a meno di contemplare la grandiosa potenza e sapienza di Dio ammirando la perfezione delle sue opere meravigliose che si vedono ovunque si posi il nostro sguardo durante il corso della nostra vita terrena. La distesa sconfinata del cielo azzurro e la brillantezza dell’infinità delle sue stelle luminose, la profondità del mare dai colori smeraldo e turchese e la trasparenza cristallina dei suoi fondali, l’oscurità inquietante dei suoi profondi abissi, il verde meraviglioso delle foreste e dei boschi e tutta l’immensa varietà e ricchezza del modo animale e vegetale che popola la terra, e la bellezza e la diversità dei colori delle rocce e delle gemme preziose del mondo minerale. Tutto ciò che esiste nell’universo visibile, testimonia della grandezza, della sapienza, della potenza e dell’intelligenza imperscrutabile per gli esseri umani, della sovranità di Dio e del suo perfetto controllo su tutto e su tutti, in ogni momento ed in ogni luogo sin dall’inizio del tempo.

Dio nell’esercizio supremo della sua sovranità non è soggetto a nessuna fatica e stanchezza, perché la sua infinita potenza gli permette il controllo completo e perfetto di ogni cosa ed in ogni istante, senza il minimo sforzo. La sua gloria immensa sovrasta ogni cosa e nulla sfugge al suo attento controllo dell’intero universo che va avanti secondo il consiglio della sua giusta e perfetta volontà sovrana ed immutabile e secondo i suoi decreti giusti ed infallibili. La sua volontà è inesorabile e non vi è nessuna cosa o nessun essere vivente visibile o invisibile che possa opporsi al suo volere o impedire che si realizzi la sua volontà suprema ed insindacabile. Tutto il creato obbedisce sin dal momento della sua esistenza alla volontà suprema del suo perfetto creatore che governa il creato e le creature che sono in esso con santità, giustizia ed amore e vigila sulla sua parola eterna ed immutabile affinché ogni suo proposito vada ad effetto, raggiungendo perfettamente lo scopo per il quale era stato formulato. 

Gli esseri umani devono proclamare la maestà di Dio e riconoscere la sua infinita ed imperscrutabile intelligenza ed anche la potenza e sapienza della sua opera creatrice ed inoltre credere nella salvezza mediante la fede nel suo diletto figliuolo Gesù Cristo, altrimenti se persistono nella loro ribellione verso Dio, sono sotto la sua ardente ira e quando moriranno andranno incontro al giusto castigo ed  alla perdizione eterna nei tormenti di un fuoco terribile ed inestinguibile.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Non può contendere con Colui ch’é più forte di lui

 

Ecclesiaste 6 : 10

Ciò che esiste è già stato chiamato per nome da tempo, ed è noto che cosa l’uomo è, e che non può
contendere con Colui ch’è più forte di lui.

Questo versetto è contenuto nel libro dell’Ecclesiaste o Qoelet, che significa Predicatore, e si compone in pratica di due parti.

a ) Ciò che esiste è stato chiamato per nome da tempo, ed è noto cosa l’uomo è.

Tutto quello che esiste nell’intero universo, sia le cose che gli esseri viventi, sono stati già da tempo chiamati per nome e conosciuti. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, non c’è nulla che succede nel tempo presente che non sia già successo nel tempo passato. Tutto è un ripetersi delle stesse cose nel fluire del tempo e quello che è successo nel passato deve servire come ammaestramento per il presente e per il futuro. La vita è uno scorrere continuo di atti quotidiani che si ripetono nel tempo e tutto quello che succede ha un inizio ed una fine, tutto quello che appare importante e prezioso termina inesorabilmente col passare del tempo. Tutto viene dimenticato e tutto finisce e questa realtà delle cose potrebbe far apparire la vita senza alcun senso. Ma non è così se si considera la vita come un ponte tra la nascita della vita terrena e la nascita della vita eterna, e questo è quello che spiega chiaramente la Sacra Scrittura, cioè gli Scritti Sacri ispirati da Dio, e donati da Dio agli esseri umani per far loro conoscere l’eterno consiglio della sua volontà. L’uomo, cioè l’essere umano, è noto che cosa sia, e lo spiega chiaramente la Bibbia : è una creatura di Dio, un essere vivente mortale, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, creato da Dio allo scopo di glorificarlo, di rendergli grazie e di ubbidire alla sua buona e perfetta volontà.

b ) E che non può contendere con Colui ch’è più forte di lui.

Dio è il sovrano dell’intero universo e regna su tutto ciò che Egli ha creato con il beneplacito della sua volontà, ovvero regna sia su tutte le cose che su tutti gli esseri viventi, visibili ed invisibili. Egli ha il supremo controllo su tutto l’universo, e lo governa con amore, sapienza e giustizia. Tutto l’universo obbedisce alla sua eterna ed immutabile volontà e tutto ciò che è accaduto nel passato, tutto ciò che accade nel presente e tutto ciò che accadrà nel futuro è determinato dai decreti immutabili ed infallibili della sua volontà sovrana ed imperscrutabile. Tutto quello che succede è in relazione al suo volere, nulla può accadere nell’intero universo senza il suo consenso e non esiste nessuna cosa o essere al mondo che sia capace di impedire l’esecuzione perfetta della sua sapiente volontà. In virtù di quanto detto, l’essere umano, che è una creatura di Dio, non deve nemmeno pensare di poter contendere con il suo creatore e quindi di pretendere spiegazione quando tutto ciò che gli accade nella sua vita terrena non gli è gradito oppure di lamentarsi davanti a Dio per quello che è la sua condizione umana, ma accettare con pazienza e sottomissione il disegno e l’azione di Dio per la sua vita. La conoscenza da parte dell’uomo della sovranità eccelsa di Dio, deve incutere in lui un sano timore verso la sua suprema maestà, riconoscendo la manifestazione delle sue qualità perfette e della sua infinita sapienza, che si vedono chiaramente nella bellezza e perfezione del creato, ed inoltre incutere in lui anche un sano tremore di fronte alla possibilità dell’ardente ira divina e del giusto e terribile castigo a cui andrà incontro inesorabilmente, se persisterà nel suo stato di ribellione e di peccato davanti a Dio e non riconoscerà l’immensità della sua gloria eterna ravvedendosi dalle sue vie malvagie e chiedendo il perdono al misericordioso Dio.

Non è né sensato e né conveniente per l’essere umano contendere con il suo creatore o mettersi contro di lui, perché nessuno può permettersi di contendere con qualcuno che è infinitamente più forte di lui. La conseguenza di questa contesa dell’essere umano con Dio sarebbe disastrosa e terribile per l’uomo e meglio per lui sarebbe stato che non fosse mai nato.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

M’hai intessuto nel seno di mia madre

Salmo 139 : 13 – 16

Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre.
Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo maraviglioso, stupendo. Maravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene. Le mie ossa non t’erano nascoste, quand’io fui formato in occulto e tessuto nelle parti più basse della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo.

Questi versetti sono racchiusi nel libro biblico dei salmi, e descrivono la meravigliosa opera compiuta da Dio nella creazione dell’essere umano e nel suo intervento fattivo sia nella sua iniziale costituzione dal momento del suo concepimento e sia nel suo progressivo sviluppo nel grembo materno. 

Dio è l’autore dell’opera meravigliosa che è il corpo umano. Dio ha il suo sguardo volto ad ogni creatura, sin dal primo istante in cui si forma l’embrione e permette la formazione della nascita di ogni essere umano attraverso la sapiente tessitura del corpo nel grembo materno, dove man mano le ossa e gli altri organi prendono la loro forma e svolgono la funzione per la quale sono stati creati. Il corpo umano è un’opera meravigliosa, che riflette la sapienza, la potenza e la perfezione del suo creatore che ha creato la creatura umana a sua immagine e somiglianza e l’ha posta in origine nel giardino dell’Eden. Infatti l’Eterno ha tratto dalla polvere il corpo dell’essere umano e ha ha soffiato in esso il suo spirito vitale facendolo diventare un’anima vivente. L’essere umano è una creatura la cui complessità organica e funzionale riflette la sapienza e la potenza del suo supremo creatore, il Dio eterno ed immutabile, sovrano infallibile di tutto il creato visibile ed invisibile. Quando si studia la complessa struttura di ogni singola cellula, che è la più piccola unità anatomica e funzionale del corpo umano, non si può che rimanere strabiliati di fronte alla semplicità ed alla complessità al tempo stesso della sapiente opera della mano di Dio, e la meraviglia e lo stupore crescono ulteriormente quando dalla cellula si passa allo studio della varietà dei tessuti e poi degli apparati e sistemi di cui è composto il corpo umano e dalla reciproca e perfetta interazione omeostatica tra di essi. Il corpo umano è in sé stesso un universo meraviglioso e variegato, dal fascino irresistibile, un’opera meravigliosa ed indescrivibile nella sua perfetta struttura e nel suo perfetto funzionamento, una dimostrazione  chiara e tangibile dell’immensa ed infinita ricchezza della sapienza di Dio. 

Di fronte quindi alla sapienza di Dio, che traspare alla nascita di ogni essere umano, sin dal momento del suo concepimento, non si può fare altro che rimanere meravigliati e riconoscenti per la sua opera meravigliosa e celebrare la sua infinita potenza, sapienza e misericordia.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

O profondità della ricchezza e della conoscenza di Dio !

Romani 11 : 33

O profondità della ricchezza e della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi
giudizi, e incomprensibili le sue vie!

Questo versetto si trova al capitolo undici dell’epistola ai Romani dell’apostolo Paolo e descrive in maniera mirabile la sapienza di Dio.

Dio è il sovrano assoluto dell’intero universo. Egli è il supremo dominatore di tutte le cose e di tutti gli esseri viventi da lui creati. 

Uno dei perfetti attributi del suo carattere o qualità invisibili della sua perfezione è la sapienza eccelsa.

La sua sapienza è non solo immensa, ma addirittura  infinita, e nessun altezza o profondità potrà mai provare a misurarla.

Dio esercita la sua volontà eterna ed immutabile con sapienza assoluta ed in santità e giustizia. Dall’alto della sua maestà concepisce i suoi eterni disegni, secondo il consiglio della sua volontà e determina il corso degli eventi nei tempi e nei modi da lui stabiliti innanzi. I decreti dell’Altissimo sono buoni e giusti e si realizzano in maniera perfetta, perché assolutamente certi ed infallibili. 

La sapienza di Dio è così profonda e così alta nella sua conoscenza, sconfinata ed illimitata, che l’essere umano non può nemmeno provare ad immaginare di poterla comprendere nemmeno in piccola misura tanto è complessa nella sua grandezza e nella sua ricchezza e i suoi giusti giudizi sono imperscrutabili ed insondabili dalla mente umana limitata ed imperfetta. L’essere umano può solo arrivare a comprendere che tutti i disegni ed i giudizi di Dio sono santi, buoni e giusti, mirabili e perfetti in ogni cosa, e quindi non deve nemmeno pensare di ardire a chiedere per quale motivo si sia verificato un avvenimento piuttosto che un altro o lamentarsi di quello che gli succede nella sua vita mortale. Le vie del Signore sono inoltre integre e diritte, ed anche se sembrano incomprensibili per gli esseri umani sono sapienti e giuste e lo conducono fino a dove il volere di Dio vuole che lo portino.

Come ben diceva l’apostolo Paolo in questo versetto, agli esseri umani non rimane altro che accettare questa verità assoluta, e proclamare con giusto timore e con profonda ammirazione la lode della ricchezza meravigliosa dell’immensa sapienza di Dio, il supremo creatore di tutte le cose e di tutti gli esseri viventi, ed inchinarsi con giusta riverenza alla maestosità e potenza della sua conoscenza, inscrutabile ed incomprensibile nella sua essenza e nelle sue vie, eppure così giusta, santa e perfetta.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

L’Eterno fa tutto ciò che gli piace

Salmo 135 : 6

L’Eterno fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra, nei mari e in tutti gli abissi.

Questo versetto che si trova nel salterio, cioè il libro biblico dei salmi, ancora una volta ci parla della grandezza della sovranità di Dio, l’Eterno degli eserciti.

Dio è il beato ed unico sovrano di tutto ciò che esiste e regna sovrano dall’eternità. Egli secondo il beneplacito del suo sapiente ed immutabile consiglio, fa tutto ciò che gli piace, vale a dire egli è il sovrano assoluto dell’universo, e fa ogni cosa che vuole a lode della sua gloria immensa e per amore del suo nome. La sua sovranità si manifesta regnando con sapienza e facendo ogni cosa che gli aggrada, nei tempi da lui stabiliti, nei luoghi da lui stabiliti e secondo le modalità da lui stabilite sin dal momento del concepimento di ogni cosa. La sua potente e maestosa sovranità non ha limiti e non ha confini, ma include tutto ciò che è nell’intero universo, e quindi la sua attività di supremo governo dell’universo si estende in cielo, sulla terra, nei mari ed in tutti gli abissi, quindi in qualsiasi luogo presente nell’universo e non conosce né limiti e né ostacoli di sorta.

Dio, oltre ad essere il creatore di tutte le cose visibili ed invisibili, è anche il perfetto e sapiente governatore del creato, e nulla sfugge al controllo della sua autorità ed inoltre egli dimostra la sua potenza e la sua gloria esercitando la sua attività in ogni luogo possibile del creato e quindi nelle altezze immense dei cieli e sulla superficie della terra, nelle profondità dei mari e fino agli abissi più nascosti.

Indipendentemente da ciò che pensa ogni essere umano nella sua mente piccola e limitata, che si illude di avere il controllo di sé stesso e della sua breve vita, Dio farà in ogni istante, in ogni giorno, in ogni anno e fino alla fine dei tempi da lui stabiliti, tutto quello che lui vorrà fare, perché a lui così piace e solamente per amore del suo maestoso nome e non deve rendere conto mai a nessuno di tutto ciò che fa sin dall’eternità. Dio fa tutto quello che gli piace ed ovunque.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

 

Poiché chi può resistere alla sua volontà ?

Romani 9 : 19

Poiché chi può resistere alla sua volontà ?

Questo breve, ma significativo versetto, si trova nel nono capitolo dell’epistola ai santi di Roma, scritta dall’apostolo Paolo, apostolo e dottore dei Gentili, in fede ed in verità, ed è molto importante in quanto ancora una volta fa comprendere la supremazia e la potenza della volontà di Dio.

La volontà di Dio non ha limiti, è onnipotente, è assoluta, è perfetta, è infallibile, è irresistibile e non vi è nessuno nell’intero universo che possa avere il potere o la capacità di impedire o di ostacolare nemmeno minimamente i disegni che scaturiscono dal beneplacito della sua volontà sovrana. La volontà di Dio è così potente, perfetta ed infallibile che ogni suo proposito, ogni suo disegno, ogni suo decreto, ogni suo piano, ogni sua parola, si compie in maniera esemplare nei tempi, nei luoghi, nei modi, da lui stabiliti innanzi tempo, fin dal momento in cui sono stati concepiti e nulla può farli deviare dal percorso stabilito da Dio e dallo scopo per il quale erano stati elaborati dalla maestosa mente di Dio.

Dio ha il supremo controllo su tutte le cose e su tutti gli esseri viventi, visibili ed invisibili, presenti nell’universo, e nulla è lasciato al caso ma tutto è sottomesso alla gloria del beato Dio vivente e vero, di colui che è il Re dei re ed il Signore dei signori, di colui che è il sovrano di tutto ciò che esiste, e sin dal principio della loro esistenza. Egli è seduto sul suo regale trono, e dall’alto dei cieli esercita la sua possente maestà ed il suo dominio perfetto ed infallibile su tutte le cose e su tutti gli esseri viventi, i quali gli sono sottoposti e soggetti all’ubbidienza assoluta del suo volere sapiente, imperscrutabile, ed irresistibile. 

Una considerazione importante che scaturisce da questa grandiosa verità, consiste nel fatto che colui che confida nell’Eterno, in Dio onnipotente, credendo nel suo unigenito e diletto figliolo Gesù Cristo, il Signore e Salvatore, l’unico mediatore tra Dio e gli esseri umani, in colui che siede alla destra del Padre, nei luoghi altissimi, sa di certo, mediante la potenza della fede, che qualunque cosa possa capitargli durante la sua vita terrena, come discepolo del Signore Gesù, è sotto il controllo assoluto e sapiente di Dio e quindi se dimora nel Signore Gesù, come il tralcio attaccato alla vite che gli dà il necessario e vitale nutrimento, mai nessuna cosa potrà impedirgli di raggiungere la salvezza della vita eterna. Non esiste nessuna cosa o essere vivente nell’intero universo, che può strappare dalla mano di Dio il piccolo gregge del suo figliuolo Gesù, a condizione che i suoi discepoli perseverino nella fede nel loro maestro Gesù Cristo e nell’opera potente della volontà sovrana di Dio.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

 

Non ne cade uno solo in terra senza del Padre vostro

 

 

Matteo 10 : 29

Due passeri non si vendon essi per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza del Padre vostro.

Questo versetto della Sacra Scrittura tratto dal Vangelo secondo Matteo, contiene una frase che il Signore e Salvatore Gesù Cristo, ha proferito ai suoi discepoli per rassicurarli e riguarda la verità consolante della sovrana volontà di Dio su tutto l’universo. 

Infatti Gesù spiega ai suoi discepoli che non devono avere il timore di essere soli nel loro cammino di cristiani, per il periodo della loro vita terrena, perché egli è con loro e con loro è anche il Padre suo, l’Iddio Onnipotente, e quindi non saranno mai lasciati soli o abbandonati, ma avranno sempre la certezza che Dio è al loro fianco, e che soprattutto Dio ha il controllo dell’intero universo e quindi non accade nulla senza che Dio non lo voglia direttamente o indirettamente. In altri termini l’intero universo è soggetto alla volontà sovrana ed immutabile di Dio, che regna su tutte le cose e sulle quali ha il pieno controllo, esplicando la sua volontà in maniera diretta, cioè facendo sì che si compia fattivamente tutto quello che egli ha stabilito debba esplicarsi oppure in maniera volontaria indiretta, e cioè attraverso il suo consenso ed il suo permesso, e anche quando un avvenimento non è causato da lui ma dalle forze del male, oppure quando un fatto verificatosi sembra un fatto negativo per l’essere umano, Dio lo permette affinché il risultato finale sia sempre comunque buono e giusto secondo il beneplacito del suo saggio consiglio. 

Per rassicurare i suoi discepoli, Gesù porta alla loro conoscenza il fatto che persino una piccola creatura del regno animale, quasi insignificante e priva di valore, come un semplice passerotto, che ai tempi di Gesù si vendeva per un soldo ogni paio, non è insignificante agli occhi di Dio, ma ha un suo valore ed una sua funzione nell’universo, ed anche quando cade a terra, ciò non avviene senza il consenso, senza il permesso  di Dio, cioè ciò non avviene se Dio non lo vuole, in altri termini se non è stato decretato in maniera diretta o indiretta da Dio. 

E’ estremamente importante e di grande consolazione per i figlioli di Dio, sapere come tutto il creato sia sottoposto all’autorità ed al controllo indiscusso della maestosa sovranità di Dio, che governa l’universo secondo il consiglio della sua volontà eterna ed immutabile e che quindi nulla sfugge al suo sguardo onnipresente, vigile ed attento, e nulla e nessuno nell’intero universo ha l’ardire ed il potere di impedire a Dio di attuare il suo disegno saggio ed imperscrutabile e di mandare ad effetto la sua potente parola.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

 

Perché questa è la volontà di Dio

 

 

I Tessalonicesi 4 : 3 – 5

Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v’asteniate dalla fornicazione, che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio.

Questi due versetti sono tratti dalla prima epistola dell’apostolo Paolo ai santi di Tessalonica e fanno riferimento alla volontà precettiva di Dio, detta anche volontà rivelata o volontà morale di Dio.

Essa possiede delle peculiarità particolari :

a ) Ha come soggetto Dio : riguarda cioè quello che Dio rivela debba essere adempiuto dagli uomini per il suo compiacimento.

b ) Ha come oggetto i comandamenti di Dio, i suoi precetti, i suoi ordinamenti che gli esseri umani devono osservare. 

c ) Ha come scopo l’osservanza dei suoi comandamenti, per compiacere le sua volontà sovrana e per evitare di andare incontro ai suoi giusti castighi.

d ) Riflette il cuore di Dio, la sua volontà per gli esseri umani, ciò che Dio comanda agli uomini per seguire la diritta via della giustizia.

e ) Può essere osservata dagli esseri umani o può essere rifiutata e quindi l’osservanza o il rifiuto determineranno la disposizione favorevole o sfavorevole di Dio nei loro confronti.

La volontà precettiva di Dio è la volontà rivelata di Dio che si compiace di fare sapere al genere umano ed in particolare ai santi, allo scopo di far conoscere l’insieme dei precetti che vanno osservati in quanto costituiscono il cammino cristiano verso la santificazione progressiva e perseverante che porta alla fine dei giorni ad abitare alla presenza del Signore per l’eternità.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

Essa non torna a me a vuoto

 

Isaia 55 : 10 – 11

E come la pioggia e la neve scendon dal cielo e non vi ritornano senz’aver annaffiata la terra, senz’averla fecondata e fatta germogliare sì da dar seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senz’aver compiuto quello ch’io voglio, e menato a buon fine ciò per cui l’ho mandata.

Questi due versetti sono tratti dal libro del profeta Isaia, uno dei tanti profeti mandati da Dio ad ammonire il suo popolo scelto, il testardo e ribelle popolo d’Israele, ed ancora una volta Dio, per bocca di un suo fedele profeta, fa conoscere al suo popolo, il popolo ebraico, la potenza della sua volontà sovrana ed immutabile.

Per fare comprendere in maniera semplice e chiara questo importante concetto agli esseri umani, egli si serve di una similitudine, prendendo spunto dai normali atti della vita quotidiana. 

Dunque, egli afferma che come la pioggia e la neve scendendo dal cielo sulla terra, per darle l’acqua di cui ha bisogno per far fecondare e germogliare il seme del grano, in maniera tale che il contadino, con la semina, alla fine possa mietere il grano da cui ricavare la farina per produrre il pane per il suo sostentamento, così succede anche per la sua parola.

La parola di Dio, la parola uscita dalla sua bocca, non torna a lui a vuoto, ma compie perfettamente la sua volontà sovrana, in maniera tale da produrre l’effetto per il quale era stata mandata, e quindi la parola di Dio produce in maniera certa e precisa l’effetto che Dio vuole che produca quando proferisce la sua parola per emanare i suoi giusti ed infallibili decreti.

Ancora una volta Dio fa sapere agli esseri umani che tutto ciò che succede nell’intero universo è sotto il suo controllo, è governato dalle sue leggi, e si sottomette alla sua sovrana volontà, al suo immutabile consiglio e quindi che il suo piano eterno sussiste e va avanti per raggiungere senza possibilità di errore o di insuccesso il suo obiettivo e non esiste alcuna possibilità per nessuno di poterlo ostacolare o di contrapporsi al suo volere al fine di impedirne la sua buona e perfetta riuscita.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Il mio piano sussisterà

Isaia 46 : 9 – 10

Ricordate il passato, le cose antiche: perché io son Dio, e non ve n’è alcun altro; son Dio, e niuno è simile a me; che annunzio la fine sin dal principio, e molto tempo prima predìco le cose non ancora avvenute; che dico: ‘Il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà’.

Questi due versetti della Sacra Scrittura che sono contenuti nel libro del profeta Isaia, trattano della volontà sovrana di Dio.

La volontà dispositiva di Dio, detta anche volontà segreta o nascosta di Dio, oppure chiamata anche volontà decretata o decretativa di Dio, riguarda il consiglio di Dio, vale a dire l’insieme dei propositi o proponimenti di Dio, il complesso dei disegni di Dio, l’insieme dei decreti di Dio, chiamati anche i decreti dell’Altissimo. 

La volontà dispositiva di Dio ha delle caratteristiche peculiari e ben definite :

a ) Ha come soggetto Dio, cioè origina da Dio e consiste nel beneplacito della sua volontà.

b ) Ha come oggetto i suoi decreti.

c ) Ha come scopo quello che il creato obbedisca al suo disegno perfetto e si conformi alla sua volontà ultima.

d ) E’ immutabile : cioè non cambia nel tempo, ma rimane sempre la stessa.

e ) E’ infallibile : cioè si realizza sempre e raggiunge sempre lo scopo prefissato.

Queste caratteristiche sono bene evidenti in questo passo della Bibbia, dove Dio, per mezzo del profeta Isaia, si rivolge al popolo d’Israele per rammentargli ancora una volta della potenza della sua volontà sovrana.

Egli, rivolgendosi al popolo Ebreo, ( il popolo che egli ha preconosciuto, cioè il popolo che ha scelto come suo popolo particolare tra tutti i popoli, nonostante non fosse né il più numeroso, né il più potente, e lo ha scelto come suo tesoro particolare ed in cui ha riposto la sua affezione, ma che si è dimostrato anche un popolo dal collo duro, testardo, ostinato ) , lo ammonisce severamente e gli intima di ricordare il passato e le cose antiche, cioè di ricordare gli avvenimenti del passato, ( quando ha mostrato loro più volte la potenza del suo braccio disteso e della sua mano pronta, aiutandoli varie volte nelle loro difficoltà ma anche esercitando il suo giusto e necessario giudizio di condanna e punizione allorquando ha disubbidito ai suoi ordini e si è sviato dalla retta via ). Inoltre proclama ancora una volta la sua divinità e la sua unicità, cioè il fatto che Egli è il solo, unico e vero Dio, e che non ve ne sono altri. Ed ancora afferma solennemente che non solo non vi sono altri dei all’infuori di lui, ma che non esiste nemmeno alcuno che possa ritenersi simile a lui.

Infine Dio spiega come si esplica la potenza della sua sovrana e perfetta volontà.

Egli è colui che è capace di annunciare la fine di una cosa sin dal momento dell’inizio della sua esistenza ed ancora egli è colui che è in grado di predire le cose che devono avvenire, già molto tempo prima che questo accada ed infine egli è in grado di eseguire il suo piano e di mandare ad effetto la sua volontà. In altri termini l’Iddio onnipotente è colui che è in grado di eseguire in maniera perfetta e certa i decreti emanati secondo il beneplacito della sua volontà e non esiste nessuno capace di ostacolare o impedire che questo accada. 

Quindi, ancora una volta, la Bibbia afferma in maniera certa e chiara che l’intero universo è sotto il sapiente e perfetto controllo di Dio, che governa dall’alto l’intero universo e che tutto quanto succede in esso procede secondo il beneplacito dell’eterna e sovrana volontà di Dio e nulla sfugge al suo sguardo vigile ed al suo attento controllo e non esiste nessuno che possa provare ad impedire l’esecuzione del suo piano sapiente e nemmeno provare ad ostacolare la buona riuscita del suo progetto eterno ed immutabile.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

Rimetti le cose tue nell’Eterno

Proverbi 16 : 3

Rimetti le cose tue nell’Eterno, e i tuoi disegni avran buona riuscita.

Questo breve versetto tratto dal libro dei Proverbi, esorta l’essere umano a confidare solamente e completamente in Dio. Difatti, consiglia di rimettere le proprie cose nell’Eterno, nell’Iddio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, cioè esorta il credente ad avere fede in Dio e ad affidare nelle sue mani potenti qualsiasi difficoltà o qualsiasi progetto si debba fare. A volte quando vi è una determinata difficoltà o quando si ha in animo di mettere in pratica un determinato disegno, si cade nell’errore di pensare di avere la capacità di superare questo con le proprie forze limitate e deboli e di riuscire a fare tutto da soli e quasi sempre si fallisce nel proprio intento. Il cristiano, invece, deve confidare per qualsiasi cosa nell’aiuto certo di Dio, il quale dall’alto della sua sapienza infinita e col beneplacito della sua volontà sovrana, farà sì che i suoi diletti figlioli in Cristo Gesù ricevano quello di cui hanno bisogno, in accordo col consiglio della sua volontà suprema. Se il credente ha in animo di svolgere una qualsiasi azione, una determinata opera, uno specifico progetto, un desiderio ardente, anche se all’apparenza sembrano difficili da realizzarsi oppure irti di difficoltà, conviene che affidi il tutto nelle sapienti mani di Dio, il quale essendo onnipotente, se la cosa è buona e giusta e procede in accordo con il suo volere, allora ne permetterà sicuramente una buona riuscita. Nessuna cosa è impossibile a Dio e se la persona si rivolge a Dio, affidandosi a lui fiduciosamente e con la certezza che Dio ascolta la preghiera del giusto ed è sempre pronto ad aiutarlo nei momenti di difficoltà o nei suoi progetti, se sono buoni e giusti ai suoi occhi, di certo vi sarà una sicura riuscita. Il credente deve confidare in ogni momento della sua vita nell’aiuto di Dio e di conseguenza mettere nelle sue mani il peso e le difficoltà che incontra nel suo cammino sulla terra, con la fiduciosa attesa che Dio non lascerà mai da solo un suo caro figliolo in Cristo Gesù e quindi non lo abbandonerà mai, ma anzi sarà sempre al suo fianco, permettendogli di superare qualsiasi ostacolo che gli si presenterà durante il suo viaggio di pellegrino e forestiero, in attesa della vita eterna.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

L’Eterno cammina egli stesso davanti a te

 

Deuteronomio 31 : 8

E l’Eterno cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo’.

Che immensa consolazione per il credente sono le parole di questo meraviglioso versetto tratto dal libro del Deuteronomio, uno dei cinque libri del Pentateuco !

Dio in ogni momento è con il credente, gli prepara il sentiero, gli spiana la strada, cammina davanti a lui, aiutandolo a percorrere il suo cammino con rettitudine e giustizia. Il credente deve essere sempre fermamente convinto che Dio sarà sempre al suo fianco e quindi non sarà mai lasciato solo e non verrà mai abbandonato a se stesso; quindi egli deve rimanere calmo e tranquillo e non deve temere mai nulla, ma avere fede in Dio sapendo che sarà protetto durante tutta la sua vita. Colui che ha fede nella potenza salvifica di Dio non deve mai farsi vincere dallo scoraggiamento, dall’angoscia o perdersi d’animo quando incontra delle inevitabili difficoltà durante il suo viaggio terreno, ma deve restare saldo ed incrollabile nella fede, adoperandosi per serbarla fino alla fine dei suoi giorni nel suo cuore, perseverando con tenacia e costanza fino a che avrà un alito di vita, sapendo con certezza che la sua vita è estremamente preziosa agli occhi di Dio, il quale non permetterà mai che il male trionfi sul bene e con il suo braccio disteso e con la sua mano potente trasformerà il male in bene verso le sue creature e tutto questo per amore del suo nome e per la sua misericordia senza confini nei confronti dei suoi diletti figlioli adottivi in Cristo Gesù, il Signore e Salvatore, il re dei re ed il signore dei signori, colui che ha vinto il mondo ed ha trionfato con la sua morte espiatoria sul male e sul peccato. Il credente durante tutta la sua vita è chiamato ad un duro e continuo combattimento spirituale contro le forze della malvagità, ed inoltre deve essere pronto a resistere ed a superare le varie prove della vita utilizzando le potenti armi di cui dispone per la misericordia di Dio : lo scudo della fede e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. Egli però non dovrà mai cessare di lottare e non dovrà mai arrendersi alle avversità della vita, perché è certo della promessa di colui che è fedele e veritiero, cioè Dio il quale ha promesso che chi confida nel suo nome, non camminerà mai da solo e non sarà mai lasciato solo e abbandonato, ma potrà in ogni istante della sua permanenza su questa terra contare sull’aiuto deciso e potente di colui che per amore del suo nome e dei suoi santi eletti, può tutto nei cieli, sulla terra, in mare e negli abissi da sempre e per sempre.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Cosa di gran momento è la morte dei suoi diletti

 

Salmo 116 : 15 

Cosa di gran momento è agli occhi dell’Eterno la morte de’ suoi diletti.

Questo versetto del salmista afferma una cosa di grande consolazione e gioia per il cristiano che muore. Come afferma la Sacra Scrittura, l’essere umano è composto da spirito, anima e corpo : quando una persona muore, il corpo torna alla polvere da cui è stato tratto, mentre lo spirito ritorna a Dio che l’ha dato, infine l’anima sopravvive alla morte e nel caso di una persona che muore in Cristo va in paradiso dove si riposa dalle proprie fatiche terrene. Il discepolo del Signore e Salvatore Gesù Cristo quando finisce il suo cammino come pellegrino e forestiero sulla terra e in mezzo al mondo, con la sua anima ascende al cielo, dove finalmente nella pace e nella gioa può contemplare la gloria del Signore. La verità meravigliosa che questo piccolo versetto della Bibbia rivela agli esseri umani è che il cristiano, grazie al sacrificio espiatorio di Gesù Cristo, morto sulla croce per i peccati del mondo, viene purificato in maniera completa dai suoi peccati e diventa un figliolo adottivo di Dio, il quale considera la morte di un suo diletto figliolo adottivo una cosa preziosa ai suoi occhi, una cosa di grande valore. Agli occhi dell’Eterno, dell’Iddio vivente e vero, la morte di ogni suo caro figliolo adottivo non è vana, anzi è preziosa e con la morte il cristiano inizia una vera vita colma di pace e di gioia immensa potendo finalmente stare alla presenza del Signore e godere dalla contemplazione della sua infinita gloria.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Non t’affrettare a irritarti

Ecclesiaste  7 : 9

Non t’affrettare a irritarti nello spirito tuo, perché l’irritazione riposa in seno agli stolti.

Questo versetto della Sacra Scrittura estratto dal libro dell’Ecclesiaste, di cui il probabile autore è il re Salomone, tratta del sentimento dell’irritazione, dell’irritabilità.

a ) Non t’affrettare a irritarti nello spirito tuo.

In pratica il sentimento dell’irritazione, la facile irritabilità, è una cosa che nasce nello spirito dell’uomo e qui si esorta la persona a non irritarsi con facilità, a non cadere preda della facile tendenza a questo sentimento negativo con rapidità ed in ogni occasione. In pratica si esorta la persona a controllare i propri impulsi e sentimenti negativi e quindi ad essere sobri e temperanti e ad esercitare la continenza e la pazienza per non essere sopraffatti dalle cause avverse esterne.

b ) Perche’ l’irritazione riposa in seno agli stolti.

Qui l’autore spiega anche il motivo per il quale non bisogna facilmente cadere preda della facile irritazione : questo sentimento è provato da persone che sono stolte, cioè che sono prive di saggezza. In pratica la facile irritabilità è un segno esteriore di stoltezza umana e quindi un sentimento che dimostra assenza di senno e di discernimento umano.

In conclusione, questo versetto della Bibbia è un invito come si è già detto, ad essere sobri e pacati e ad evitare di cadere facilmente ed in ogni occasione avversa, preda di questo impulso negativo e deleterio per l’essere umano.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

Son io che ho scelto voi

Giovanni 15 : 16

Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.

Questo versetto della Sacra Scrittura, che è tratto dal Vangelo dell’apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù amava, come egli stesso si descriveva, fa parte del discorso che il Signore Gesù Cristo, pronuncia ai suoi discepoli prima che venga arrestato e quindi ucciso per mano dei Romani ed a causa dell’odio dei Giudei nei suoi confronti. In questo versetto sono racchiuse alcune delle verità fondamentali di grande importanza ai fini della comprensione del progetto di Dio per il genere umano.

a ) Non siete voi che avete scelto me.

Il Signore Gesù precisa una cosa fondamentale : non sono stati i discepoli che hanno deciso di seguirlo nel suo ministerio terreno. I discepoli ritenevano erroneamente che avevano scelto di propria iniziativa e con la loro volontà di seguire le orme del loro maestro e quindi di avere operato una scelta buona e meritoria. Ma in realtà Gesù fa sapere loro che le cose non stavano affatto così, ma che invece la verità era un’altra.

b ) Ma son io che ho scelto voi.

Il Signore Gesù quindi fa un’affermazione di fondamentale importanza : egli è colui che ha operato la scelta dei suoi discepoli a seguirlo e ad ottenere la salvezza, credendo in lui, e quindi di conseguenza la salvezza degli esseri umani a credere nel suo nome dipende esclusivamente dalla sua volontà giusta e perfetta, in pieno accordo con la volontà di suo padre, l’Iddio onnipotente ed eterno.

c ) e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente.

Il Signore Gesù dichiara inoltre che ha scelto i suoi discepoli per far sì che essi con la fede ricevuta portino i frutti degni del ravvedimento, e quindi che la fede ricevuta non sarà una fede vuota e priva di frutto ma produrrà il frutto abbondante della grazia e cioè le opere buone preparate da Dio, innanzi tempo, affinché essi le pratichino con umiltà, con amore e con costanza. Gesù dichiara che il frutto della loro fede è costituito perché sia permanente e quindi durerà nel tempo e non verrà mai meno.

d ) affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.

Il Signore Gesù infine esorta i suoi discepoli, in virtù dell’elezione della grazia della fede ricevuta, a salvezza delle loro anime, a chiedere al Padre, all’Iddio onnipotente, tutto nel suo nome, cioè a rivolgersi al Padre, all’Iddio onnipotente, nel nome di Gesù Cristo, affinché ricevano quello di cui hanno bisogno in accordo con la volontà di Dio. I discepoli durante la loro vita di cristiani non devono mai stancarsi di pregare Dio, chiedendo nella preghiera nel nome del loro Signore e Salvatore Gesù Cristo, che Dio elargisca con le sue benedizioni spirituali i frutti dello Spirito Santo e tutto quello che è necessario per continuare a perseverare nel processo di santificazione progressiva che conduce alla salvezza della vita eterna.

Ancora una volta la Bibbia stabilisce in maniera chiara ed inequivocabile, che esiste un proponimento da parte di Dio, chiamato il proponimento dell’elezione di Dio, che consiste nel fatto che Dio prima della fondazione del mondo, in accordo con il beneplacito della sua sovrana ed immutabile volontà, ha decretato di dimostrare il suo amore nei confronti del genere umano decaduto e corrotto e quindi destinato alla perdizione eterna, attraverso il proposito della grazia di elezione a salvezza, e quindi ha scelto per amore del suo nome, di salvare una piccola parte degli esseri umani perduti mediante il dono della fede nel suo amato figliuolo Gesù Cristo, cioè mediante il dono di credere in Gesù Cristo, che ha sparso il suo prezioso sangue sulla croce per il perdono dei peccati del mondo. L’essere umano che crede in Gesù Cristo, viene purificato dai suoi peccati e diventa, grazie al sacrificio espiatorio di Gesù Cristo, un figliolo adottivo di Dio e quindi viene salvato dall’ira a venire di Dio, causata dalla sua ribellione e dalla schiavitù dei suoi peccati, e quindi scampa in tal modo alla tremenda e giusta punizione a cui era sottoposto dopo la morte, e cioè la dannazione eterna nei tormenti. La scelta a salvezza non dipende dunque dalla persona, cioè non dipende dalla volontà di scelta della persona, e quindi non è legata al fatto che la persona in un determinato momento sceglie di salvarsi credendo nel prezioso sangue di Gesù Cristo. La verità certa ed immutabile è invece un’altra : la salvezza di ogni essere umano che crede è dovuta alla volontà suprema ed immutabile di Dio, che decide di scegliere innanzi tempo, prima della fondazione del mondo, una determinata persona alla salvezza, stabilendo la sua vocazione a salvezza nel tempo, nel luogo e nel modo da lui stabiliti, perché così gli è piaciuto fare, e senza che questa abbia alcun merito particolare o qualità particolari agli occhi di Dio rispetto ad un’altra persona non scelta a salvezza. Questa cosa potrebbe sembrare all’apparenza non giusta ma in realtà non è così : Dio è buono e giusto e di conseguenza non può fare alcuna cosa che non sia buona e giusta e quindi noi sappiamo che in tutto questo vi è sicuramente l’esercizio della perfetta giustizia di Dio e nessuna cosa ingiusta. L’essere umano invece crede con la sua presunzione che sia lui, col suo cosiddetto libero arbitro, a decidere il corso della sua vita e quindi anche la scelta di salvezza con un atteggiamento di posizione meritoria nei confronti del suo creatore. L’essere umano ostinato e ribelle dimentica che non vi è nessuna cosa che non abbia ricevuto da Dio, e di conseguenza anche il dono della fede in Gesù Cristo è appunto un dono, un regalo e quindi la salvezza a vita eterna è ottenuta solo in conseguenza della sovrana grazia di Dio e non per qualche sua qualità peculiare o caratteristica personale particolare o per qualche determinata opera meritoria effettuata. La persona scelta da Dio a salvezza è stata scelta esclusivamente per la misericordiosa grazia di Dio e quindi perché così a lui è piaciuto, secondo il consiglio eterno della sua volontà sovrana e non perché essa fosse migliore di altre persone destinate purtroppo alla perdizione eterna.

In virtù di quanto innanzi descritto, quindi, bisogna essere grati del continuo a Dio e ringraziarlo in maniera incessante per averci eletto a salvezza prima della fondazione del mondo, mediante la fede nel suo diletto figliuolo, il Signore e Salvatore Gesù Cristo, che ha sacrificato la sua vita spargendo il suo prezioso sangue sul legno della croce, e pagando così al posto del genere umano la condanna per il peccato del mondo.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

 

 

 

Egli vi darà un altro Consolatore

Giovanni 14 : 16 – 17

E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.

Questi due versetti della sacra Scrittura sono tratti dal Vangelo di Giovanni, il discepolo che Gesù amava : Gesù pronuncia queste parole rivolgendosi ai suoi discepoli per confortarli del fatto che essi erano rimasti rattristati e demoralizzati per le parole che egli appena prima aveva detto loro e che cioè di lì a poco egli sarebbe stato ucciso. Gesù quindi con queste parole esorta i suoi discepoli a non abbattersi, a non scoraggiarsi, a non avere paura, perché comunque egli non li avrebbe lasciati soli per il resto della loro vita terrena, ma anzi li avrebbe protetti e guidati nel giusto cammino di cristiani.

Vi sono degli aspetti importanti da sottolineare in questi due versetti :

a ) Gesù fa presente ai suoi discepoli che pregherà suo padre, l’Iddio Onnipotente, affinché egli mandi dall’alto un altro Consolatore.

Il termine greco utilizzato è Paràclito che significa Soccorritore, colui che viene in soccorso, colui che viene in aiuto, ma anche Protettore, colui che protegge, Consolatore, colui che consola. Quindi Gesù farà sì che mediante la sua preghiera che il Padre mandi ai suoi discepoli, colui che li aiuterà, li proteggerà e li consolerà durante il loro cammino cristiano, pieno di difficoltà e di pericoli.

b ) il Paràclito starà con loro in perpetuo.

Il Paràclito, il Soccorritore, il Protettore, il Consolatore, sarà con i discepoli di Gesù per sempre, quindi la sua presenza nel cristiano sarà perpetua, continua, costante, in ogni momento della loro vita e non soltanto in condizioni di emergenza o in condizioni di difficoltà o di pericolo. In altre parole il Signore e Salvatore Gesù Cristo sta esortando i suoi discepoli ad avere fiducia che essi non saranno mai lasciati soli durante la loro esistenza, ma saranno del continuo guidati, soccorsi, aiutati, fortificati dall’azione del Paràclito, che manifesterà la sua azione in ogni momento e costantemente.

c ) Il Paràclito è lo Spirito della verità.

Il Paràclito quindi è lo Spirito della verità, è lo Spirito Santo, detto anche lo Spirito di Dio o anche lo Spirito di Gesù Cristo o anche lo Spirito di adozione. Infatti Egli è lo Spirito che attesta la verità della Parola di Dio. Egli è lo Spirito che la persona riceve quando appunto viene rigenerato, cioè quando rinasce dall’alto, quando cioè sperimenta la nuova nascita o seconda nascita o nascita dall’alto o nascita da Dio e che permette al credente di diventare figliuolo di Dio, di diventare fratello adottivo di Gesù Cristo ed a gridare attraverso lo Spirito di Dio : Abba! Padre !

d ) Lo Spirito della verità non può essere ricevuto dal mondo.

Il mondo è il termine che viene utilizzato nella Bibbia per descrivere il genere umano incredulo, cioè gli esseri umani che non fanno parte della chiesa di Dio, cioè i pagani che non fanno parte del popolo eletto, dell’assemblea dei santi, dell’assemblea dei riscattati, del piccolo gregge del Signore e Salvatore Gesù Cristo, cioè dei cristiani, dei discepoli di Gesù Cristo. Il mondo non ha ricevuto e quindi non possiede lo Spirito Santo, il Paràclito, e quindi non ha la capacità spirituale di vedere e di conoscerlo e quindi vive nella menzogna, in un mondo di tenebre, ingannato dal principe del mondo che è satana, il diavolo.

e ) Il popolo di Dio, cioè il gregge del Signore Gesù Cristo, i discepoli di Gesù Cristo invece conoscono lo Spirito di Dio, perché questi dimora in loro e sarà sempre con loro.

Il Signore Gesù, ancora una volta rassicura i suoi discepoli, esortandoli ad avere la certezza che lo Spirito Santo già è in loro e dimorerà con loro per sempre e farà in modo che essi riusciranno col suo costante e potente aiuto ad affrontare tutte le persecuzioni, tutte le tribolazioni e tutte le afflizioni che essi dovranno subire per amore del loro Signore e Salvatore Gesù Cristo. 

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

 

 

La tua limosina si faccia in segreto

Matteo 6 : 3 – 4

Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.

Questi due versetti della sacra Scrittura esortano il cristiano ad adempiere ad un comandamento importante : fare l’elemosina.

a ) Il Signore Gesù Cristo durante il suo ministerio ha esortato le persone a fare l’elemosina e quindi il credente, colui che ha creduto nel Signore Gesù Cristo, come il suo Signore e Salvatore, ha il dovere di fare l’elemosina, cioè di dare sostegno economico e materiale alle persone bisognose, alle persone che versano in uno stato di indigenza, di povertà, di ristrettezza economica. L’atto del dare un aiuto economico alle persone povere e bisognose, deve essere sentito dal cristiano oltre che come un santo comandamento del Signore Gesù a cui ubbidire, anche come un atto spontaneo, naturale, fatto con gioia nel donare a chi ha bisogno di un aiuto pratico nelle difficoltà della vita.

b ) Il Signore Gesù Cristo ha inoltre esortato il credente a fare l’elemosina in segreto, cioè in maniera sobria e nascosta, cioè l’atto del fare elemosina deve essere fatto senza squilli di tromba o in maniera tale da far risaltare agli occhi degli altri la propria azione di aiuto agli altri. L’elemosina deve essere fatta con segretezza, senza che gli altri se ne accorgano o lo sappiano e senza pomposità o vanagloria. Tutto quanto deve essere fatto con discrezione, con garbo, senza appariscenza, in segretezza e con il dovuto decoro, in assenza di qualsiasi cosa che susciti il plauso o l’ammirazione degli altri per il proprio atto compiuto, senza alcun vanto o merito particolare ai propri occhi ed agli occhi degli altri.

c ) Il Signore Gesù Cristo, infine, aggiunge una promessa per tutti i suoi discepoli che si impegnano in questa opera degna di lode, e cioè che tutto quello che la persona fa per il suo prossimo bisognoso d’aiuto attraverso l’opera misericordiosa dell’atto dell’elemosina, non rimane nascosto agli occhi di Dio. Vale a dire, se da un lato Gesù esorta le persone ed i credenti in particolare a fare l’elemosina in segreto, cioè in maniera nascosta agli occhi delle altre persone, dall’altro lato assicura la persona che compie tale gesto di aiuto, che esso non rimane nascosto agli occhi di Dio, che tutto vede. E proprio in virtù del fatto che Dio vede tutto dal’alto della sua maestà, ne consegue che tale amorevole opera fruttuosa, degna del ravvedimento, tale atto di carità sincera, riceverà da Dio stesso una sicura ricompensa. In altre parole Gesù fa una promessa di grande gioia e consolazione, e cioè che Dio non tarderà nei tempi e nei modi che riterrà opportuni, secondo il beneplacito della sua sovrana volontà, a ricompensare la persona che ha compiuto questo gesto di solidarietà, in questa vita e nella vita eterna dopo la morte, quando ci sarà il giudizio degli esseri umani secondo le loro opere.

In conclusione il credente deve sentire l’atto del fare l’elemosina ai bisognosi come un atto naturale e gioioso ed un atto di testimonianza di ubbidienza dei precetti del Signore e Salvatore Gesù Cristo. L’elemosina deve essere compiuta in segreto, di nascosto agli occhi degli altri, e senza che gli altri ne vengano a conoscenza. Vi è inoltre una sicura promessa da parte del Signore Gesù che tale opera non rimane celata agli occhi di Dio, ma che anzi è gradita da Dio, che come sommo e giusto giudice darà una giusta ricompensa per ogni opera buona di solidarietà materiale effettuata.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Siete il tempio di Dio

1 Corinzi 3 : 16

Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?

Questo versetto della Sacra Scrittura afferma due concetti importanti che concernono la persona rigenerata, cioè la persona che è nata di nuovo, vale a dire il credente che si è ravveduto del proprio stato di peccato ed ha riposto la fede in Dio, credendo nel Signore e Salvatore Gesù Cristo.

a ) La persona che per grazia è stata salvata mediante la fede in Gesù Cristo, riconoscendo cioè Gesù come il proprio personale Signore e Salvatore, è diventato una pietra vivente che fa parte dell’edificio spirituale della Chiesa di Dio, che si innalza per essere il tempio santo nel Signore, di cui la pietra angolare è Gesù Cristo, il fondamento è costituito dai profeti e dagli apostoli e le pietre viventi sono appunto l’assemblea dei riscattati.

b ) La persona che per grazia è stata salvata mediante la fede in Gesù Cristo, ha ricevuto nella sua persona, nel suo cuore, lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio, lo Spirito di Gesù Cristo, lo spirito d’adozione, mediante il quale è divenuto un figliolo di Dio ed insieme lo Spirito di Dio e lo spirito dell’uomo attestano che la persona è diventata un figliolo di Dio e per lo spirito d’azione il credente grida : Abba! Padre! Quindi lo Spirito di Dio, che è la terza persona della Trinità Divina, abita nel credente e lo guida nel suo percorso spirituale volto alla santificazione progressiva per essere imitatore di Gesù Cristo e sforzarsi di elevarsi sempre di più per essere comunque sempre più vicino all’altezza spirituale irraggiungibile ed ineguagliabile di Gesù Cristo.

In conclusione questo versetto è un’esortazione a ricordarsi in ogni momento di far parte della Chiesa di Dio, di cui il Signore e Salvatore Gesù Cristo è il capo ed i credenti il corpo, e quindi di rammentare che nel proprio corpo di credente abita lo Spirito Santo e quindi il cristiano deve possedere il proprio corpo in santità ed onore.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

Facciam del bene a tutti

Galati 6 : 10

Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti.

Questo versetto della Sacra Scrittura esorta i discepoli di Gesù Cristo, nella condotta volta a procacciare la santificazione, a fare del bene al prossimo, a fare del bene agli altri.

a ) Il discepolo del Signore Gesù, nella sua vita che deve essere condotta con l’obiettivo della santificazione progressiva, deve adempiere il precetto della beneficenza, deve cioè adempiere al comando di fare del bene agli altri, di fare del bene a tutti, e questo deve essere un impulso che il cristiano deve sentire nel proprio cuore come una cosa naturale e gioiosa. 

b ) Il cristiano deve fare del bene a tutti ed ogni qualvolta ne abbia l’opportunità, in maniera continua e senza mai stancarsi nel fare del bene.

c ) Il credente deve fare del bene specialmente alle persone che fanno parte della famiglia dei credenti, cioè specialmente verso le persone che fanno parte della comunità dei cristiani.

Quindi, in conclusione, ancora una volta vi è l’esortazione rivolta ai cristiani nel fare opere di bene verso il prossimo, nel fare atti di generosità e di bontà verso le altre persone ed in particolare verso i suoi fratelli in Cristo Gesù e questo deve essere fatto senza mai stancarsi, ma ogni volta che se ne abbia l’opportunità pratica.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

Date, e vi sarà dato

Luca 6 : 38

Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi.

Questo versetto della Sacra Scrittura, tratto dal Vangelo di Luca, riporta una frase detta dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo ai suoi discepoli, che è un’esortazione ad essere generosi verso il prossimo.

In questo versetto si possono rilevare tre affermazioni importanti :

a ) Date e vi sarà dato : il nostro Signore Gesù Cristo afferma chiaramente che bisogna dare agli altri. Il discepolo di Gesù Cristo deve essere attento ai bisogni del prossimo, specie dei fratelli in Cristo e quindi donare a chi ha bisogno di un aiuto materiale ma anche di un aiuto psicologico e spirituale.

b ) Vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante : si afferma chiaramente che l’atto del dare, l’atto del donare agli altri, sarà un atto che non solo riceverà una sicura e giusta ricompensa, ma che tale ricompensa sarà generosa e piena.

c ) Perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi : si afferma infine che il dare agli altri, il donare a chi ha bisogno, non solo riceverà una sicura e piena ricompensa, ma che questa ricompensa sarà proporzionata in misura al grado di generosità dimostrato, cioè sarà in rapporto all’entità della donazione effettuata. Se la donazione è stata modesta anche la ricompensa sarà modesta mentre se la donazione è stata abbondante anche la ricompensa sarà altrettanto abbondante.

In definitiva quindi il Sommo Maestro Gesù Cristo ci invita a non essere avari ed egoisti, ma ad essere sempre pronti ad aiutare anche economicamente le persone povere e bisognose, e fra queste le vedove, gli orfani e gli stranieri. I discepoli di Gesù devono ubbidire al precetto di Gesù Cristo di dare agli altri, di essere generosi verso il prossimo sofferente ed essere certi che le loro opere di generosità riceveranno un sicuro e meritato premio da parte di Dio ed inoltre devono sapere che il premio ricevuto sarà commisurato e proporzionale al grado di generosità dimostrato verso gli altri.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

Egli fa tutto ciò che gli piace

Salmo 115 : 3

Ma il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace.

 

Questo versetto tratto dal salmo 115 della Sacra Scrittura afferma due verità importanti :

a ) Il Signore Dio è nei cieli 

Dio è Spirito ed il suo luogo è il cielo, dove regna seduto sul suo maestoso trono, negli altissimi luoghi celesti.

b ) Il Signore Dio fa tutto ciò che gli piace

Dio è l’unico ed assoluto sovrano : egli regna dall’eternità e per l’eternità secondo il suo insindacabile giudizio. Dio in se stesso, secondo il suo giusto consiglio e secondo il beneplacito della sua sovrana volontà, decreta ed attua tutto ciò che gli piace, cioè Egli fa tutto ciò che vuole e non c’è nessuno che possa fermarlo o impedire che la sua parola vada ad effetto e che quindi i suoi disegni vengano eseguiti nei tempi, nei luoghi e nei modi da lui decretati innanzi tempo. 

Questo è uno dei versetti più importanti che dimostra in maniera categorica, chiara ed inequivocabile che il libero arbitrio dell’essere umano è una mera illusione e che tra la volontà di Dio e la volontà dell’essere umano è sempre la volontà di Dio a prevalere e che quindi l’uomo in realtà si illude di poter essere l’artefice della sua propria vita. L’essere umano non ha il potere di decidere se nascere, quando nascere, dove nascere, in quali condizioni nascere, e non ha nemmeno il potere di decidere quale sarà il corso della sua vita, il quale è saldamente nelle mani del Dio Eterno che volge tale corso dovunque egli decida di volgerlo.

Ancora una volta la Bibbia dimostra chiaramente che Dio è l’unico sovrano, il quale regna su tutto e su tutti, con potenza, giustizia e verità, e che l’essere umano è solo una creatura che è sottoposta al volere divino e quindi non è mai esistito e mai esisterà il libero arbitrio della persona, e quindi bisogna comprendere che il concetto del libero arbitrio è solo una deleteria invenzione diabolica che ha il solo scopo ed effetto di fomentare la ribellione dell’uomo al cospetto dell’Iddio vivente e vero che è il creatore, l’organizzatore e il gestore di tutto l’universo, il quale obbedisce al suo sovrano ed immutabile volere.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

 

 

Un Donatore Allegro

Un Donatore Allegro

2 Corinzi 9 : 6 – 7

Or questo io dico: chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina liberalmente mieterà altresì liberalmente.
Dia ciascuno secondo che ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza perché Iddio ama un donatore allegro.

Questi due versetti della Sacra Scrittura, tratti dalla seconda epistola dell’apostolo Paolo ai santi di Corinto, tratta del tema della solidarietà, della generosità, della donazione agli altri.

Il vero discepolo del Signore e Salvatore Gesù Cristo deve contraddistinguersi per la carità, per la generosità verso gli altri, in particolare verso i suoi fratelli in Cristo Gesù. Bisogna soccorrere economicamente chi versa in condizioni di indigenza o di vera e propria povertà, ma in generale bisogna aiutare materialmente ed economicamente tutti coloro che comunque hanno bisogno di un sostegno economico perché versano in un determinato momento della loro vita in condizioni di necessità.

Ogni cristiano deve dare quel che Dio gli mette in animo di dare, ogni cristiano deve donare quello che Dio gli fa deliberare nel cuore, deve quindi soccorrere coloro i quali sono nella distretta economica, specie i propri fratelli nel Signore Gesù. La solidarietà materiale ed economica verso il prossimo, ed in particolare verso i propri fratelli cristiani, è uno dei segni evidenti e tangibili di una fede viva, di una fede che non è morta, di una fede che opera dando i suoi meravigliosi frutti per la gloria di Dio.

Inoltre un vero cristiano deve distinguersi perché la donazione deve essere libera, spontanea, sentita con entusiasmo nel proprio cuore, deve essere contraddistinta da un senso di gioia nel dare, sapendo di fare cosa gradita a Dio. Infatti come dice la Sacra Scrittura in questi versetti, Dio ama colui che dona con allegrezza, Dio ama il donatore che sente veramente l’impulso gioioso di dare agli altri, di alleviare le sofferenze degli altri, di contribuire a far stare meglio gli altri. Non è gradito invece a Dio il donatore che ha dato qualcosa non perché era nella sua volontà fare questo, ma che invece ha fatto questo gesto di mala voglia nel profondo del suo cuore oppure solo perché costretto dalle circostanze contingenti.

Inoltre la Sacra Scrittura afferma solennemente che ogni opera fatta al cospetto di Dio per la sua gloria ed in osservanza dei suoi comandamenti e quindi anche l’atto del donare, riceverà una ricompensa da parte di Dio; quindi la generosità verso gli altri sarà ricompensata con certezza, come stabilito da Dio. Infine bisogna aggiungere che non solo la solidarietà gioiosa verso gli altri, la donazione fatta con allegrezza e liberalmente riceverà la sua giusta ricompensa ma anche che l’entità della ricompensa sarà proporzionale all’entità della donazione effettuata. Quindi più si è larghi in generosità verso gli altri e più grande sarà la ricompensa promessa dall’altissimo Dio onnipotente e questo perché Dio è un giusto giudice che retribuisce il cristiano generoso secondo il suo giusto giudizio, tenendo conto non solo dell’opera di generosa solidarietà, ma anche dell’entità dell’opera stessa. Nulla rimane occulto agli occhi di Dio che tutto vede e che scruta nella profondità del cuore di ogni persona per retribuirlo nella giusta maniera secondo il beneplacito della sua sovrana volontà.

Il dovere di ogni discepolo di Gesù Cristo è quindi quello di distinguersi come figlioli di luce in mezzo alle tenebre del mondo anche per mezzo della sua carità, della sua generosità verso tutti, verso ogni persona senza pregiudizi e senza distinzioni, ed in particolare verso la propria fratellanza che si trova in condizioni di povertà e sofferenza, manifestando agli altri la propria fede viva ed operante anche attraverso una spontanea e gioiosa donazione nei confronti di chi è in condizioni di bisogno materiale ed economico. Ogni gesto di solidarietà verso il prossimo non sarà stato vano al cospetto di Dio, il quale gradisce un donatore allegro e quindi nei tempi e nei modi da lui stabiliti egli darà per certo una giusta ricompensa, adeguata al grado di generosità dimostrata dalla persona ed in accordo alla sua sovrana volontà.

Il Dono di Dio

Il Dono di Dio

Efesini 2 : 8 – 10

Poichè gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere affinché niuno si glori; perchè noi siamo fattura di lui, essendo stati creati in Cristo Gesù per le buone opere, le quali Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo.

 

Come può l’essere umano salvarsi dalla perdizione eterna ? Come può una persona salvarsi dalla terribile fine della morte spirituale eterna ? L’essere umano può determinare ed attuare la sua salvezza ? Cosa dice la Sacra Scrittura, che ricordiamo è la parola di Dio, riguardo alla salvezza ?

Questi versetti sono tra i più importanti per comprendere la dottrina della salvezza dell’essere umano, in quanto in maniera chiara e precisa descrivono la verità sulla salvezza secondo il consiglio di Dio. 

La salvezza dell’essere umano non dipende dal volere della persona, ma dipende solamente dalla volontà di Dio. La salvezza si ottiene mediante un atto di sovrana grazia da parte di Dio, quindi è un dono, non è una cosa che l’essere umano ha ottenuto grazie alla sua volontà oppure come compenso in conseguenza di opere meritorie che egli ha praticato. La salvezza è dovuta ad un atto di grazia, cioè ad un favore immeritato che Dio concede all’essere umano che egli ha deciso di salvare secondo il beneplacito della sua volontà. La salvezza è un dono grandioso, meraviglioso, prezioso, dal valore incommensurabile che Dio elargisce alla persona che egli con un atto di sovrana misericordia decreta alla salvezza.

L’essere umano viene salvato mediante il dono della fede, e cioè attraverso la fede, che una persona può ottenere la sua salvezza. La fede è l’unico mezzo, l’unico modo attraverso il quale una persona può ottenere la salvezza. L’essere umano ottiene la salvezza mediante la fede in Gesù Cristo, mediante la fede nell’unigenito Figliuolo di Dio, mediante la fede nell’Unto di Dio, nel Messia, mediante la fede nell’Agnello di Dio, mediante la fede nel sangue di Gesù Cristo, il quale ha sparso il suo sangue prezioso sulla croce per la remissione del peccato del mondo, mediante la fede nell’Evangelo di Gesù Cristo. Si viene salvati credendo all’evangelo della salvezza, alla buona novella che Gesù il nazareno è il figlio di Dio, l’Agnello ben preordinato prima della fondazione del mondo e mandato da Dio Padre, nella pienezza dei tempi, cioè al tempo stabilito da Dio, sulla terra per compiere il sacrificio propiziatorio per la remissione dei peccati del mondo, morendo quindi sulla croce, così come stabilito dalle scritture, seppellito e poi resuscitato il terzo giorno, secondo le scritture, facendosi vedere per quaranta giorni ai suoi discepoli, con un corpo glorioso, e quindi dopo non molti giorni asceso al cielo, dove siede alla destra della maestà, alla destra del padre, nei luoghi altissimi, e da dove intercede per i santi, essendo l’unico mediatore tra Dio e gli esseri umani e da dove un giorno verrà nella gloria, con le nuvole e sulle nuvole, visibile da tutti gli abitanti della terra per giudicare i vivi ed i morti e per instaurare infine il suo regno senza fine.

La Sacra Scrittura afferma chiaramente che la salvezza non viene dall’essere umano, non dipende dall’essere umano, non è in potere dell’essere umano, ma viene da Dio. La fede non dipende dalla volontà o dalla capacità particolare di una persona, non dipende da opere meritorie fatte da una persona durante l’arco della sua vita, non dipende da particolari azioni di generosità o di altruismo o da particolari opere di carità effettuate e questo per il motivo che nessuno debba gloriarsi, cioè nessuno debba vantarsi di tali cose al cospetto di Dio,  e quindi per aver ottenuto la salvezza come conseguenza di tali cose, e questo perché altrimenti non sarebbe più una grazia, cioè un favore immeritato, gratuito, un dono, ma una ricompensa per quello che la persona ha fatto e/o meritato.

Infatti ogni essere umano destinato alla salvezza secondo il proponimento di Dio è stato fatto da Dio, è cioè una sua fattura, essendo stato creato da Dio, in Gesù Cristo e fatto cristiano e santo, reso giusto, per lo svolgimento di opere buone, affinché durante tutta la sua vita condotta in santità ed onore, si adoperi e metta in atto, le opere buone che Dio ha preparato secondo il suo sovrano consiglio affinché le pratichi.

Una cosa fondamentale da comprendere e da meditare che la Sacra Scrittura spiega con chiarezza e semplicità è questa : le opere buone sono una manifestazione, sono una conseguenza naturale della grazia della salvezza, mediante la fede in Gesù Cristo, e non la causa della salvezza. In pratica il cristiano, che è nato di nuovo mediante il ravvedimento e la fede in Gesù Cristo, durante la sua vita deve affaticarsi nel Signore Gesù Cristo per compiere opere buone e questa attività è una conseguenza dell’azione dello Spirito Santo nella persona, che lo spinge in maniera naturale a dimorare in Gesù Cristo e ad osservare i suoi comandamenti e quindi a compiere le opere fruttuose del bene che Dio gli ha preparato affinché le compia alla gloria di Dio. Le opere buone che il cristiano pratica sono quindi una manifestazione della sua vita rivolta alla santificazione, sono il segno esteriore della sua avvenuta trasformazione interiore e non sono esse stesse quindi una causa della sua salvezza ma solo una naturale e visibile conseguenza .

Un’ultima cosa da sottolineare è il fatto, che come si é detto più volte, la Sacra Scrittura afferma che Dio secondo il suo beneplacito consiglio e secondo la sua incomparabile sapienza, prepara per ogni cristiano delle situazioni che richiedono la scelta di praticare delle opere buone e quindi di dare manifestazione al mondo della propria santificazione compiendo delle opere buone, delle opere degne del ravvedimento, delle opere che danno frutti e che verranno ricompensate da Dio con un premio nell’aldilà e quindi il cristiano deve accumulare un tesoro in cielo, osservando i comandamenti del Signore e facendo le opere buone degne del ravvedimento, in maniera tale che si troverà nel regno dei cieli una ricchezza di beni spirituali che durerà per l’eternità.

In conclusione bisogna rammentare che come tutte le cose, anche la salvezza non dipende dal libero arbitrio dell’uomo, non dipende dalla libera volontà dell’essere umano, ma dipende unicamente ed esclusivamente dalla misericordia di Dio, il quale secondo la sua prescienza ed il suo determinato consiglio, secondo quindi il suo determinato proponimento, determina la salvezza dell’essere umano, facendo misericordia a chi egli vuole. La salvezza si ottiene quindi per grazia, mediante la fede nel sangue di Gesù Cristo, il Salvatore del mondo, e non per volontà o per opere meritorie dell’essere umano e questo affinché egli non accampi nessun merito davanti a Dio a cui invece va tutta la gloria, l’onore, la lode ed il ringraziamento, nel suo amato Figliuolo Gesù Cristo, dall’eternità e per l’eternità.

 

Il cuore dell’essere umano

Il cuore dell’essere umano

Geremia 17 : 9 – 10

Il cuore è ingannevole più d’ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà ? Io l’Eterno, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni.

Il cuore nel linguaggio biblico rappresenta il centro della persona, il suo essere interiore, la sede dell’io, il suo intimo, cioè quello che la persona è veramente, cioè è l’insieme dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti, il nucleo interiore dal quale scaturiscono le decisioni e le scelte di vita dell’essere umano.

Nel primo di questi due versetti della Sacra Scrittura, Dio ci fa conoscere la verità sulla condizione naturale del cuore umano, cioè la condizione del cuore di un essere umano che non abbia subito il processo divino di rigenerazione del suo cuore attraverso la nuova nascita. Tale condizione naturale è presente sin dalla nascita e persiste per tutta la durata della sua vita, sino alla morte, se non avviene in quell’individuo il processo della nuova nascita.
Infatti questo passo delle Sacre Scritture afferma in maniera chiara e inequivocabile tre punti fondamentali :
a) Il cuore dell’ essere umano è tortuoso, contorto, ingannevole. Non solo è ingannevole ma è ingannevole più di ogni altra cosa.
Il cuore dell’uomo, più di ogni altra cosa al mondo, è tortuoso, contorto, ingannevole e quindi trae in inganno la stessa persona e le altre persone con cui egli viene in contatto.
Quindi l’essere umano è ingannato dal suo proprio cuore che lo spinge in direzioni non giuste e corrette; è una mera illusione credere che il cuore dell’uomo abbia il potere e la capacità di guidare l’essere umano in maniera tale da condurlo per sentieri di verità e giustizia.
b) Il cuore dell’essere umano è insanabilmente malato; il cuore dell’essere umano è insanabilmente maligno. Il cuore dell’uomo è malato, è maligno, e lo è in maniera insanabile.
Il cuore dell’uomo è malato, è corrotto, è malvagio, è maligno. La natura umana è malvagia e cioè essa è incline per natura al male e quindi la natura dell’essere umano non è neutra e non è neppure buona , ma al contrario è malvagia. La malvagità dell’essere umano è insanabile, cioè non può essere sanata, non può essere guarita.
L’individuo non ha in sè stesso la capacità di guarire sè stesso da questa condizione, cioè di eliminare la tendenza della sua natura verso il male, nè lo possono fare le altre persone per lui.
c) Il cuore dell’essere umano non può essere conosciuto veramente, non può essere compreso veramente.
Il cuore dell’uomo non è conoscibile in maniera giusta, profonda, completa e veritiera dall’individuo. Infatti la persona si illude di poter conoscere il suo cuore, ma in realtà possiede di esso una visione parziale , distorta ed incompleta, che non corrisponde alla realtà della sua natura.
La filosofia si illude di poter conoscere e penetrare nei meccanismi della mente e del cuore umano, di poter conoscere la persona ed il suo mondo, ma non fa altro che entrare in un vortice di complesse ed inutili elubrazioni cerebrali, che spesso lasciano uno stato di inquietudine e di incertezza ancora più grande.
Il cuore dell’essere umano non può essere conosciuto ed investigato in maniera veritiera, nella sua completezza e profondità dall’individuo, il quale si illude soltanto di conoscere il suo cuore e quindi sè stesso. Infatti tale capacità è umanamente impossibile e l’individuo con le sue sole forze non ha nessuna possibilità di arrivare alla conoscenza della condizione del suo cuore.
Nel secondo di questi due versetti della Sacra Scrittura, Dio ci fa sapere che Egli soltanto ha la capacità di conoscere il cuore dell’essere umano e di conseguenza Egli soltanto ha il potere di metterlo alla prova e di giudicarlo secondo le sue opere.
Infatti l’Iddio vivente e vero afferma solennemente che Egli investiga le profondità del cuore dell’essere umano, in maniera completa e profonda, e che mette alla prova i suoi pensieri ed i suoi sentimenti, per poi giudicarlo in maniera giusta secondo la via che ha percorso e secondo le azioni compiute, per poter dare alla fine la giusta retribuzione ad ognuno.
Molto spesso si legge o si sente la frase ” segui il tuo cuore ” perchè il tuo cuore non ti inganna mai. Questa affermazione è falsa e pericolosa ed è dovuta all’ignoranza degli esseri umani riguardo alla loro condizione naturale, cioè alla condizione di tutte le persone  sin dal momento del loro concepimento, e cioè che gli esseri umani nascono con la condizione di peccato in conseguenza del peccato originale di Adamo ed Eva e di conseguenza la natura del loro cuore è malvagia e quindi incline al male. La verità sulla condizione naturale del cuore è descritta varie volte ed in maniera chiara nelle  Sacre Scritture, la quale mette in guardia le persone dal confidare nella natura essenziale del loro cuore ed anzi esorta gli esseri umani al ravvedimento ed alla conversione al fine di evitare la conseguenza ultima del loro stato naturale di peccatori che è la perdizione eterna.
Ma grazie siano rese all’Iddio Onnipotente ed Eterno, in Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore che attraverso le Sacre Scritture, ha fatto conoscere all’intera umanità la condizione naturale del cuore umano, ed ha inoltre concesso ad essa la via per la salvezza e cioè credere nell’Evangelo della Grazia ed accettare il Signore Gesù Cristo come proprio Signore e Salvatore in quanto ” in nessun altro è la salvezza, poichè non v’è sotto il cielo alcun altro nome per il quale noi abbiamo ad esser salvati”.

Come un leone ruggente

Come un leone ruggente

 I Pietro 5 : 8 – 9

Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare.
Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo.

Il cristiano, cioè il discepolo del Signore e Salvatore Gesù Cristo, deve avere durante tutta la sua vita un modo di comportarsi prudente ed attento, e di conseguenza deve essere sobrio, cioè deve essere del continuo sveglio, pronto, concentrato e deve vegliare, cioè deve vigilare e guardarsi bene attorno per un preciso motivo : vi è un grave pericolo che incombe su di lui.

Infatti vi e’ un avversario terribile e temibile da cui deve continuamente guardarsi e difendersi : il diavolo chiamato anche satana, il quale e’ un essere spirituale astuto e malvagio, che del continuo si adopera per recare il male ai discepoli di Gesù.

Il diavolo significa come dice lo stesso nome, il calunniatore dei cristiani, cioè l’accusatore ingiusto dei santi, ed infatti egli li accusa ingiustamente giorno e notte al cospetto di Dio allo scopo di farli sentire in colpa davanti a Dio e per far loro del male. 

Il diavolo e’ chiamato anche satana, cioè l’avversario, ed infatti egli è l’avversario del popolo di Dio ed è colui che continuamente ordisce delle macchinazioni allo scopo di distruggere i santi.

Egli si pone attorno alla tenda del cristiano, in agguato, come un leone che ruggisce minaccioso e che gira intorno alla preda scelta, aspettando il momento opportuno in cui la sua vittima si distrae anche solo per un attimo, per balzargli addosso con furia e ferocia e con le fauci aperte allo scopo di sbranarlo e di divorarlo senza alcuna pietà.

Quindi, come si è detto, il cristiano deve essere a conoscenza di questo terribile nemico che con la malvagità, con l’astuzia, con l’inganno, si pone lo scopo di preparare tranelli e macchinazioni terribili per far cadere il cristiano nella sua rete, nel suo laccio da uccellatore, di creare ostacoli per farlo inciampare durante il suo giusto cammino spirituale, di farlo deviare dalla retta via, dai diritti sentieri antichi, dal sentiero della vita che conduce alla salvezza eterna.

Il dovere di ogni discepolo di Gesù Cristo è quello di resistere al diavolo. Il cristiano deve opporre una strenua resistenza alle insidie del diavolo perché la resistenza è la condizione necessaria per ottenere la vittoria sul nemico mediante la saldezza nella fede.

Il cristiano durante il suo percorso di pellegrino e forestiero in questo mondo di tenebre, dunque non ha nulla da temere se dimora nella rocca, nella fortezza che è il Signore Gesù Cristo, in quanto ha un baluardo insormontabile, uno scudo potente ed invincibile che gli permette di poter superare qualsiasi ostacolo il diavolo gli prepari subdolamente davanti al suo cammino : lo scudo della fede. 

Il dovere di ogni discepolo di Gesù Cristo è quello di restare saldi nella fede, qualsiasi cosa gli possa capitare o qualsiasi ostacolo gli si ponga davanti. La fede deve essere incrollabile, quindi deve essere così piena da resistere a qualsiasi scossa o sussulto legato a situazioni sfavorevoli della vita. La fede è la condizione opposta allo stato di dubbio, all’ansia ed alla paura legate all’insicurezza, al timore di non poter superare gli ostacoli della vita. La fede è la certezza che nessuno potrà mai farci del male se dimoriamo nel Signore e Salvatore Gesù Cristo ed osserviamo i suoi comandamenti, perchè in Dio, mediante Cristo Gesù, noi siamo più che vincitori in ogni cosa e quindi se anche nella vita verranno dei momenti di sconforto e di sofferenza, con l’aiuto del Signore, il cristiano è in grado di superare ogni distretta ed ogni sofferenza.

Inoltre il popolo dei santi deve tenere bene a mente che le sofferenze, le afflizioni, gli oltraggi, le calunnie, le tribolazioni, le persecuzioni, fanno parte del percorso che ogni cristiano deve affrontare, se vuole considerarsi degno di essere seguace di Gesù Cristo e che inoltre le medesime sofferenze si verificano nella fratellanza in Cristo Gesù sparsa nel mondo, e quindi bisogna pregare per tutti i fratelli che sono oltraggiati,perseguitati e che soffrono a motivo di Cristo.

In conclusione questi due versetti tratti dalla prima epistola di Pietro al popolo dei santi ci mettono in guardia dal nemico dei cristiani : il diavolo, un essere spirituale potente e malvagio e ci esorta ad essere sobri e vigilanti per poterci difendere efficacemente dal nemico e ci raccomanda di rimanere fermi, saldi nella fede ponendo una strenua e forte resistenza, perchè il diavolo è stato già vinto mediante il sacrificio espiatorio del Signore Gesù, il quale ha sparso il suo prezioso sangue sulla croce. per la remissione del peccato del mondo e quindi il suo piccolo gregge non ha nulla da temere se dimora nel Signore e conserva la fede che è capace di sconfiggere il diavolo e di farlo fuggire prontamente.

Quindi sicuri della vittoria nel combattimento spirituale che dobbiamo affrontare ogni giorno della nostra vita terrena, ringraziamo l’Iddio Onnipotente, nel suo diletto Figliuolo Gesù Cristo, il Messia, che per la sua grazia ci rende attraverso l’esercizio della fede forti, saldi e sicuri della vittoria contro il nostro astuto ed acerrimo nemico.

Dio che fa morire e vivere

 

Dio che fa morire e vivere

Deuteronomio 32 : 39

Ora vedete che io solo son Dio, e che non v’è altro dio accanto a me. Io fo morire e fo vivere, ferisco e risano, e non v’è chi possa liberare dalla mia mano.

In questo versetto tratto dall’ultimo libro del Pentateuco, cioè il Deuteronomio, sono racchiuse tre verità fondamentali che ogni essere umano dovrebbe tenere a mente e di conseguenza meditare del continuo, durante il breve cammino della sua esistenza.

a ) si afferma in maniera categorica ed esplicita che vi è un solo Dio, ed è Yahwhe, cioè il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe e padre del figliuolo Gesù Cristo, il Messia. Egli solo è l’unico e vero Dio e quindi non esistono altri dei all’infuori di lui. Tutte le altre cosiddette divinità in realtà sono soltanto delle false divinità ingannatrici degli esseri umani che trascinano l’umanità verso un’eterna perdizione.

b ) si proclama in maniera chiara, forte ed inconfutabile il diritto della sovrana ed eccelsa volontà di Dio, il quale secondo il beneplacito della sua volontà opera in maniera giusta esercitando i suoi giusti giudizi e di conseguenza attuando i suoi giusti decreti sugli esseri umani, la cui esistenza dipende esclusivamente dalla sovrana volontà di Dio, che con sapienza e giustizia decreta la vita e la morte di ogni persona, la malattia o la guarigione di ogni esistenza umana.

c )  non vi è nessuno al mondo che possa liberare l’essere umano dal sovrano controllo di Dio, il quale è Onnipotente, cioè Egli può fare qualsiasi cosa voglia e non esiste essere al mondo che possa intervenire strappando l’uomo dalla mano di Dio e permettendogli quindi un destino diverso da quello stabilito da Dio secondo la sua prescienza ed eterno ed immutabile consiglio. 

Il libero arbitrio dell’essere umano è quindi solamente una menzogna diabolica che inganna l’intera umanità, la quale si illude di potere con la sua volontà dirigere il corso della sua esistenza. La realtà invece, è che esiste un solo e vero Dio, Yahwhe, il quale opera efficacemente nella vita di ogni essere umano, dal momento della sua nascita e fino al momento della sua morte e quindi la sua esistenza è esclusivamente nelle mani di Dio, il quale esercita la sua sovranità e sapienza al fine di dirigere l’essere umano secondo il sentiero terreno della sua volontà insindacabile e non vi è nessuna creatura che possa fermare la sua mano potente ed il suo braccio disteso. Egli è il solo e vero Dio che ha il diritto ed il potere di far vivere o di far morire una persona, di farla ferire , ammalare o di farla guarire e non vi è alcuno nell’intero universo che possa interferire o modificare il disegno immutabile che Dio ha stabilito nell’esistenza di ogni essere umano dalla sua nascita e fino alla sua morte.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su ciò che la Sacra Scrittura afferma e la custodisca dentro di se con riverenza e gratitudine.

Gesù è il mediatore

Gesù è il Mediatore

1 Timoteo 2 : 5

Poichè v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo.


Gli esseri umani devono sapere che la Bibbia afferma che vi è un solo Dio, il cui nome è Yahweh, che significa Io Sono o anche Colui che E’ ed inoltre devono sapere che vi è anche un solo mediatore tra Dio e gli esseri umani, e che tale mediatore è Gesù Cristo. Gesù è il Figlio di Dio, il Messia, il Salvatore del mondo, che nella pienezza dei tempi, cioè al tempo prestabilito da Dio è disceso sulla terra e si è fatto uomo, cioè si è fatto carne simile agli uomini, venendo ad abitare sulla terra per un certo periodo di tempo e che quindi è morto spargendo il suo sangue prezioso sulla croce, dando quindi la sua vita per la propiziazione dei peccati del mondo, che è resuscitato il terzo giorno con un corpo glorioso, che si è fatto vedere per quaranta giorni ai suoi discepoli, che è asceso al cielo e che siede alla destra di Dio Padre, nei luoghi altissimi da dove intercede per i santi. Non vi sono altri mediatori tra Dio e gli esseri umani.

Gesù è il mediatore del nuovo patto, cioè del patto tra Dio ed il popolo di Dio costituito da tutti coloro che sono da Dio eletti a salvezza, mediante la fede in Cristo Gesù. Nel vecchio patto il sacerdote era il mediatore tra Dio ed il popolo eletto, ma tale patto che comportava un offerta in sacrificio per i peccati non portava alla cancellazione dei peccati stessi. Nel nuovo patto il mediatore è Gesù Cristo, il quale ha offerto se stesso come sacrificio per i peccati e tale patto è migliore, unico, perfetto ed irripetibile ed ha comportato la cancellazione del peccato del genere umano. Il sacrificio di tori e di becchi non comportava la cancellazione dei peccati, ma il sacrificio di Gesù Cristo ha comportato che i peccati fossero cancellati completamente. Senza spargimento di sangue non vi è remissione dei peccati : lo spargimento del sangue prezioso di Gesù Cristo sulla croce, ha fatto sì che chi crede nel Figliolo di Dio ottenga la remissione dei peccati e la salvezza di una vita eterna.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, ponga attenzione a ciò che la parola di Dio afferma.

 

I figliuoli di Dio

I figliuoli di Dio

Giovanni 1 : 11-13

È venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto;
ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il
diritto di diventar figliuoli di Dio;
a quelli, cioè, che credono nel suo nome;
i quali non son nati da sangue,
né da volontà di carne,
né da volontà d’uomo,
ma son nati da Dio.

Tutti gli esseri umani sono figli di Dio ?
No. La Sacra Scrittura lo afferma chiaramente.
Non tutti gli esseri umani sono figli di Dio.
Tutti gli esseri umani sono creature di Dio, cioè sono state create da Dio, ma non tutti gli esseri umani sono figliuoli di Dio.
Gli esseri umani nella loro condizione naturale, cioè nella loro condizione alla nascita non sono figli di Dio.
Gli esseri umani possono però diventare figlioli di Dio, cioè possono acquisire successivamente il diritto di diventare figli di Dio, cioè possono successivamente essere dichiarati figli di Dio.
Quindi la domanda successiva è : come si acquisisce questa condizione, cioè questo diritto, quali sono gli esseri umani che sono figli di Dio ?
La risposta è altrettanto chiara e semplice.
Gli esseri umani che diventano figli di Dio sono quelle persone che credono nel nome di Gesù Cristo, cioè tutte quelle persone che credono in Dio, mediante la fede in Gesù Cristo, cioè coloro che credono che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, coeterno col Padre, mandato da Dio suo Padre nel mondo, nella pienezza dei tempi, al fine di salvare l’umanità dal peccato, attraverso la sua morte espiatoria sulla croce e credendo che egli è risuscitato il terzo giorno, è apparso a molti, per molti giorni e quindi è salito in cielo, dove siede alla destra di suo Padre e da dove intercede per il suo gregge, per i suoi santi che vivono sulla terra.
Non si diventa figli di Dio da sangue, cioè attraverso una stirpe, una discendenza di sangue, di generazione in generazione.
Non si diventa figli di Dio da volontà di carne, cioè come conseguenza di un desiderio e quindi di un’unione carnale tra uomo e donna.
Non si diventa figli di Dio da volontà d’uomo, cioè per volere di una determinata persona verso un’altra, cioè attraverso una suo potere o prerogativa, come atto di proclamazione, per nomina o mediante conferimento di uno stato speciale, né per volontà umana della stessa persona che vuole diventare figlio di Dio.
Si diventa figlioli di Dio ricevendo Gesù Cristo, cioè credendo nel nome di Gesù Cristo, accettando e riconoscendo Gesù Cristo come il proprio Signore e Salvatore.
E ciò avviene per un gesto misericordioso di sovrana volontà di Dio, il quale mediante l’elezione della grazia a salvezza per mezzo del dono della fede, che non dipende dall’essere umano ma da Dio, decreta con atto sovrano che la persona si salvi ricevendo Gesù Cristo, cioè credendo nel suo diletto figliuolo Gesù Cristo.
Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio ascolti ciò che la Sacra Scrittura afferma.

La giustizia di Dio

 

La giustizia di Dio

Epistola di Paolo a Romani 3 : 21- 23

Ora, però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata una giustizia di Dio,
attestata dalla legge e dai profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo,per tutti i credenti; poiché non v’è distinzione;
difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù;

Tutti gli esseri umani, senza distinzione tra Ebrei e Gentili, sono giustificati, cioè sono resi e dichiarati giusti al cospetto di Dio, in maniera gratuita, mediante la grazia di Dio, nel momento in cui credono nel Signore e Salvatore Gesù Cristo, cioè il Figlio Di Dio, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù, il quale è stato prestabilito da Dio come propiziazione, cioè come sacrificio espiatorio per i peccati del mondo, attraverso lo spargimento del suo prezioso sangue sulla croce, per la cancellazione dei nostri peccati.
Mediante la fede nel sangue di Gesù Cristo, quindi, l’essere umano, ebreo o non Ebreo, ottiene la remissione dei suoi peccati, cioè la cancellazione dei suoi peccati, e quindi viene purificato da tutti i suoi peccati e viene giustificato, cioè reso giusto davanti alla Maestà di Dio e quindi non è più sotto l’ira di Dio ma diventa figliolo adottivo di Dio ed ottiene non solo la remissione dei peccati ma anche la vita eterna.
La giustizia di Dio quindi, si è rivelata nella pienezza dei tempi , mediante il suo Figliuolo Gesù Cristo, il quale è stato mandato nel mondo per la salvezza degli esseri umani e si è caricato dei peccati di tutta l’umanità, pagando con la sua morte la pena per la condanna decretata da Dio per l’umanità corrotta e peccatrice.
Chi ha fede in Gesù Cristo, l’unigenito Figlio di Dio venuto da presso al Padre, pieno di grazia e di verità, viene giustificato dai suoi peccati e dichiarato giusto davanti a Dio ed ottiene la cancellazione dei suoi peccati e la promessa della vita eterna.
Solo credendo in Gesù Cristo si ottiene la salvezza dalla terribile condanna della morte eterna e del tormento per l’eternità.
Solo Gesù salva.
Non esistono altri mediatori tra Dio e gli esseri umani.
Non vi è la necessità di altri mediatori tra Dio e gli esseri umani.
La salvezza è per grazia, mediante la fede in Gesù Cristo, che è il dono di Dio.
La salvezza non è per la volontà dell’essere umano né per le sue opere, affinché nessuno se ne vanti.
Nessuno si illuda con vani ragionamenti o con inutili sofismi.
Chi ha il cuore pronto all’ascolto di Dio ascolti ciò che la Sacra Scrittura afferma.

Ciascuno renderà conto di sè stesso a Dio

Ciascuno renderà conto di sè stesso a Dio

Romani 14 : 12

Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio.

Ogni essere umano renderà conto di se stesso davanti a Dio.
Ogni persona renderà conto davanti a Dio di ogni suo pensiero, di ogni sua parola, di ogni sua azione e di ogni sua omissione.
Nulla resta nascosto a Dio e tutto è ricordato nel momento del giudizio divino.
Nessuno si illuda : a Dio non sfugge nulla di tutto quanto facciamo e tutto sarà vagliato e giudicato dalla sua giusta e sovrana volontà.
Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio ascolti ciò che la Sacra Scrittura afferma.

Dio conosce la natura dell’essere umano

Dio conosce la natura dell’essere umano

Salmo 103 : 14

Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che siam polvere.

L’Iddio vivente e vero è pietoso verso i suoi figli, cioè verso coloro che lo temono, così come lo è un padre, perché Egli è il padre celeste dei suoi figliuoli, cioè di coloro che hanno creduto nel nome di Gesù Cristo, mediante la fede nel suo sangue sparso sul legno della croce.
Dio conosce la natura dei suoi eletti in Cristo Gesù, conosce la natura degli esseri umani.
Gli esseri umani sono polvere : dopo la morte il corpo diventa polvere e ritorna al terreno, da cui è stato tratto, lo spirito della vita ritorna a Dio che l’ha dato mentre l’anima sopravvive alla morte ed il suo destino è diverso a secondo dello stato della persona quando muore; infatti i morti in Cristo vanno in alto nel cielo, alla presenza del Signore Gesù Cristo, mentre i morti nell’empietà scendono verso un luogo di tormento chiamato inferno, in attesa del giorno del giudizio.
I giorni degli uomini sono come l’erba ed egli è come un fiore nel campo che fiorisce con la sua vita, ma quando il vento gli passa sopra egli svanisce ed il luogo dove era non lo riconosce e non lo ricorda più.
Dio conosce la natura degli esseri umani e dimostra la pietà di un padre verso i suoi figli.
Ma gli esseri umani spesso dimenticano quale sia la loro natura ed il fatto che vivono soltanto per un breve periodo per poi essere portati via dal vento del tempo che passa inesorabile e li strappa alla vita.
Bisognerebbe pensare alla morte ed alla caducità della vita terrena, e pensare che oltre il fugace attimo dell’esistenza vi è la distesa infinita dell’eternità della vita dell’anima che sopravvive alla morte.
Chi avrà creduto in Gesù Cristo sarà salvato e vivrà per l’eternità nella gioia e nella pace del suo regno celeste.
Chi non avrà creduto sarà perduto e vivrà per l’eternità nel tormento terribile del fuoco inestinguibile.
Chi ha il cuore pronto all’ascolto della Parola di Dio oda ciò cha la Sacra Scrittura afferma.

Il Signore è un vendicatore

Il Signore è un vendicatore

1 Tessalonicesi 4 : 6

e che nessuno soverchi il fratello né lo sfrutti negli affari;
perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose,
siccome anche v’abbiamo innanzi detto e protestato.

Nessuno si illuda con vani ragionamenti o cada preda di astuti sofismi o di fallaci discorsi di sapienza umana, facendosi un Dio a propria immagine e somiglianza e ritagliandosi un Dio su misura, rifiutando così tutta la verità riguardo all’Iddio Onnipotente e cioè che Dio è buono e misericordioso, ma è anche un Dio giusto e vendicatore.
Il Signore Dio è un vendicatore : Egli cioè dall’alto della sua maestà e della sua volontà sovrana esercita i suoi tremendi giudizi verso coloro che sono ribelli alla sua volontà santa e mette in atto la sua perfetta giustizia compiendo la sua tremenda vendetta su tutti coloro che si rendono colpevoli di una condotta abominevole e di azioni malvagie.
Dio manda ad effetto la sua parola secondo la sua volontà : la punizione divina si abbatte in maniera inesorabile e terribile sugli esseri umani che si rendono responsabili di empietà ed ingiustizia, sia durante la loro vita terrena che definitivamente dopo la morte secondo il suo giusto ed inevitabile giudizio.
Iddio non tiene il colpevole per innocente : la sua giustizia trionfa inesorabilmente : guai a colui che cade nelle mani dell’iddio vivente e vero e che subisce l’ira tremenda del nostro grande Dio ed il suo giusto castigo per le opere inique commesse.
Nessuno si illuda : Dio è anche un Dio vendicatore.
Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio ascolti ciò che la Sacra Scrittura afferma.

La condizione dell’essere umano naturale

La condizione dell’essere umano naturale

Epistola di Paolo a Tito 3 : 3

Perché anche noi eravamo una volta insensati, ribelli, traviati, servi di varie concupiscenze e voluttà,
menanti la vita in malizia ed invidia, odiosi e odiantici gli uni gli altri.

La condizione dell’essere umano naturale, cioè la natura dell’essere umano prima che sia rigenerato da Dio, per mezzo della fede in Gesù Cristo è una condizione di peccato.
L’essere umano pecca in quanto è peccatore ed è peccatore perché pecca. La sua natura è una natura di peccato.
L’essere umano non nato di nuovo, da Dio, è un essere per natura malvagio, non incline al bene ma al male.
Infatti egli è un insensato, cioè è un essere privo di ragionevolezza e di giudizio, privo di senno.
Egli è un ribelle perché il suo pensiero ed il suo comportamento sono espressione di ribellione alla volontà di Dio.
Egli è traviato, cioè è corrotto, moralmente guasto, rivolto alla cattiveria ed al male.
Egli è un servo del male, cioè in quanto peccatore serve il peccato ed il salario del peccato è la morte, cioè la conseguenza del peccato è la morte spirituale. Egli infatti è schiavo di varie brame e di innumerevoli desideri malvagi che lo guidano sulla strada della perdizione.
Egli conduce la sua vita con malizia, con frode, con invidia.
Egli è un essere dominato dall’odio e si rende odioso con gli altri ed è odiato dagli altri esseri umani che sono come lui.
Questa è la condizione del cuore umano prima che Dio gli apra il cuore all’ascolto del vangelo della salvezza per grazia, prima che si ravveda dal suo comportamento malvagio e si converta all’Iddio vivente e vero mediante la fede in Cristo Gesù.
Ed i cristiani, i santi dell’Altissimo, prima di credere nel Figliuolo di Dio erano tutti così, erano nello stessa condizione di peccato, nella stessa condizione di schiavitù dal peccato, ma a Dio è piaciuto eleggerli a salvezza, prima della fondazione del mondo, e di trarli fuori da questo mondo di tenebre, da questo presente secolo malvagio, da questa generazione storta e perversa, adultera e peccatrice e trasportarli nelle luce del regno del suo amato Figliuolo Gesù Cristo e per questo va ringraziato ogni momento ed in ogni cosa facciamo. A lui la lode e la gloria dall’eternità e per l’eternità. Amen.

Lo stolto ha detto : non c’è Dio

Lo stolto ha detto : non c’è Dio

Salmo 14 : 1   Salmo 53 : 1

Lo stolto ha detto nel suo cuore : Non c’è Dio.
Si sono corrotti, si son resi abominevoli con la loro malvagità,
non v’è alcuno che faccia il bene.

Colui che è incredulo, che cioè non crede che esista Dio, è solamente uno stolto.
Egli guarda un’opera su una tela e pensa : l’ha fatta un pittore.
Egli guarda un’opera di marmo, di legno o di metallo e pensa : uno scultore l’ha fatta.
Egli guarda un libro e pensa : uno scrittore l’ha scritto.
Egli guarda i cieli, la terra, il mare e tutte le creature che vivono in essi e pensa e dice : tutto ciò sta lì per caso ed è frutto di una serie di eventi che si sono verificati nel tempo.
In pratica sostiene che esista un’opera senza che vi sia qualcuno che l’abbia fatta.
Egli sostiene in maniera illogica ed irrazionale che esiste una fattura senza un fattore, che esiste un effetto senza una causa, che esiste una conseguenza senza un precedente.
Egli sostiene che la materia sia nata dal nulla e questo andando contro i principi della fisica.
Egli è uno stolto.
Lo stolto ha detto nel suo cuore : non c’è Dio.
Ma egli non è soltanto uno stolto, ma è anche un’ essere malvagio, perché chi non riconosce l’esistenza di Dio guardando il creato e le sue creature pecca ed è corrotto.
L’umanità è per natura corrotta, è per natura malvagia, non è incline al bene ma al male, ed è sotto l’ira di Dio perché non crede in Dio e nel suo Figliuolo Gesù Cristo, ed è quindi sotto la condanna di Dio, e se muore in questo stato di peccatore andrà in perdizione eterna.
Ma chi crede in Dio e in Gesù Cristo come il Salvatore del mondo, viene salvato e diventa figlio di Dio per adozione, e non è più sotto l’ira e la condanna di Dio, ma quando morirà, se avrà perseverato fino alla fine nella fede, avrà la vita eterna.
Chi ha un cuore pronto ascolti la parola di Dio. Amen.

Tutto quello che abbiamo è donato da Dio

Tutto quello che abbiamo è donato da Dio

1 Corinzi 4 : 7
Infatti, chi ti distingue dagli altri?
E che hai tu che non l’abbia ricevuto?
E se pur l’hai ricevuto, perché ti glorî come se tu non l’avessi ricevuto?

Ogni essere vivente presente nel cielo, sulla terra, nelle acque, sotto la terra, negli abissi, è stato creato da Dio.
Ogni cosa che hanno gli esseri umani, l’hanno ricevuta da Dio.
E quindi ogni essere umano ha ricevuto da Dio tutto quello che è e tutto quello che ha, e quindi non ha nessun motivo per vantarsi, per gloriarsi, per vanagloriarsi come se quello che è o che ha fosse dipeso dalla sua volontà e dalle sue capacità.
La gloria spetta solo ed esclusivamente a Dio.
L’essere umano che si vanta o si gloria in se stesso è uno stolto.
Chi ha il cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, la ascolti e mediti su ciò che è scritto nella Sacra Scrittura.

Il nome che è al di sopra di ogni altro nome

Il nome che è al di sopra di ogni altro nome

Filippesi 2 : 9

Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome.

Filippesi 2 : 5 – 11

Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù;
il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio,
ma annichilì se stesso,
prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini;
ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo,
abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce.
Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome,
affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra,
e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.
Gesù Cristo, il Nazareno, il Figliuolo di Dio, il Messia, l’Unto di Dio, non si aggrappò tenacemente al fatto di essere uguale a Dio, ma spogliò se stesso ed assunse la forma di servo. Egli abbassò se stesso, Dio Figlio, e prese le forme umane nei giorni della sua carne, esteriormente uomo tra gli uomini, servo in ubbidienza alla volontà di suo Padre, Dio Onnipotente, sacrificandosi fino alla morte sul legno della croce dove sparse il suo prezioso sangue per la salvezza degli esseri umani.
Ma Dio Padre mediante la sua volontà sovrana lo ha innalzato ed il nome di Gesù è il nome che è al di sopra di ogni altro nome, e non vi è alcun essere vivente nei cieli, sulla terra e sotto la terra che non si pieghi davanti a Gesù Cristo e non vi è alcun essere umano, di qualsiasi lingua che non confesserà che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.
Davanti alla gloriosa maestà del Signore e Salvatore Gesù Cristo, le ginocchia di ogni essere umano si piegheranno riconoscendo che Gesù Cristo è il solo ed unico Signore ed il solo ed unico Salvatore e che non esiste nessun altro nome che possa dare la salvezza all’umanità, se non Gesù Cristo il re dei re e il signore dei signori, Colui che era, che è e che viene, l’alfa e l’omega, il principio e la fine.
All’Iddio vivente e vero, la lode e la gloria, per mezzo del suo Figliuolo Gesù Cristo, da sempre e per sempre. Amen.

Abbiate l’animo alle cose di sopra

Abbiate l’animo alle cose di sopra

Colossesi 3 : 2

Abbiate l’animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra.

Bisogna avere l’animo alle cose di sopra, alle cose celesti, alle cose invisibili ed eterne, perché esse sono le cose veramente importanti.
Le cose che sono sulla terra sono cose passeggere, corruttibili e di nessun valore che il tempo distrugge e di esse non rimane più nessuna traccia, sono cose che l’essere umano non può portare con sé dopo la morte e che hanno solo la funzione di distogliere lo sguardo dell’uomo da ciò che è veramente essenziale.
Nessuno si illuda o venga sedotto da vani ragionamenti : l’essere umano vive soltanto una volta e dopo viene il giudizio. Non si può più tornare indietro e cambiare le conseguenze degli errori commessi. Dopo la morte c’è l’eternità nel giudizio finale di Dio : nessuno potrà accampare scuse al cospetto dell’Iddio Onnipotente ed ogni ginocchio si piegherà davanti al Signore Gesù Cristo, il re dei re e il signore dei signori e riconoscerà la sua maestà e la sua gloria.
Dopo il giudizio c’è l’eternità : chi avrà creduto in Gesù Cristo sarà salvato, chi non avrà creduto in Gesù Cristo sarà condannato.
Come ha detto il Signore e Salvatore Gesù .
Ravvedetevi e credete nell’evangelo, prima che sia troppo tardi.

Bisogna che nasciate di nuovo

Bisogna che nasciate di nuovo

Giovanni 3 : 7

Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo

Giovanni 3 : 1-18
Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.
Egli venne di notte a Gesù, e gli disse:
Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio;
perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai,
se Dio non è con lui.
Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.
Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?
Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Quel che è nato dalla carne, è carne;
e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.
Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.
Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore,
ma non sai né d’onde viene né dove va;
così è di chiunque è nato dallo Spirito.
Nicodemo replicò e gli disse:
Come possono avvenir queste cose?
Gesù gli rispose:
Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?
In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo,
e testimoniamo di quel che abbiamo veduto;
ma voi non ricevete la nostra testimonianza.
Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete,
come crederete se vi parlerò delle cose celesti?
E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso
dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo.
E come Mosè innalzò il serpente nel deserto,
così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,
affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.
Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il
suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui
non perisca, ma abbia vita eterna.
Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è giudicato;
chi non crede è già giudicato,
perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.
Come ha detto Gesù non bisogna meravigliarsi : per entrare e vedere il regno di Dio bisogna nascere di nuovo, cioè bisogna nascere una seconda volta, da acqua e da spirito.
Non è una nuova nascita fisica, corporale, ma una nascita spirituale, una nascita dall’alto, una nascita da Dio.
E chi è nato di nuovo, sa che è nato di nuovo, sente il soffio dello spirito di Dio, come sente il vento pur non vedendolo, e pur non sapendo come col vento, da dove viene o dove va, ne sente tuttavia il rumore e quindi la sua presenza.
Per entrare e vedere il regno di Dio ed avere la vita eterna bisogna credere nel Figliuolo di Dio, il Signore e Salvatore Gesù Cristo, il Figliuol dell’uomo che è nel cielo e che è disceso dal cielo, non per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo mediante il suo sacrificio espiatorio, attraverso lo spargimento del suo sangue prezioso sul legno della croce, per salvarci dai nostri peccati e dalla perdizione eterna.
Chi crede in Gesù Cristo come il Figlio di Dio, il Signore e Salvatore, non è giudicato, quindi non sarà sottoposto al giudizio di Dio ed alla sua condanna eterna ed immutabile.
Chi invece non crede è già condannato ed al tempo stabilito riceverà il castigo conseguente alla condanna che consiste nella morte eterna e nel tormento eterno.
Chi ha un cuore pronto all’ascolto, oda ciò che dice la Parola di Dio.

L’Evangelo della salvezza

L’Evangelo della salvezza

Il Signore Gesù durante nei giorni della sua carne, sulla terra, ha indicato la sola via per la salvezza dell’essere umano, cioè ravvedersi e credere nell’Evangelo.

Marco 1 :15
Ravvedetevi e credete all’Evangelo.

L’Evangelo è stato spiegato mirabilmente nella sua prima epistola ai santi della città di Corinto e quindi a tutti i santi della chiesa di Dio, dall’apostolo Paolo, apostolo e dottore dei Gentili, in fede e in verità, il quale aveva ricevuto l’Evangelo da Gesù stesso, mediante rivelazione e quindi non lo aveva imparato da altra persona.
1 Corinzi 15 : 1-11
Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato,
che voi ancora avete ricevuto,
nel quale ancora state saldi,
e mediante il quale siete salvati,
e pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato;
a meno che non abbiate creduto invano.
Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso,
come l’ho ricevuto anch’io,
che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture;
che fu seppellito;
che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture;
che apparve a Cefa, poi ai Dodici.
Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta,
dei quali la maggior parte rimane ancora in vita
e alcuni sono morti.
Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli;
e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto;
perché io sono il minimo degli apostoli;
e non son degno d’esser chiamato apostolo,
perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.
Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono;
e la grazia sua verso di me non è stata vana;
anzi, ho faticato più di loro tutti;
non già io, però, ma la grazia di Dio che è con me.
Sia dunque io o siano loro, così noi predichiamo, e
così voi avete creduto.

La potenza di Dio per la salvezza

La potenza di Dio per la salvezza

Romani 1 : 16
Poiché io non mi vergogno dell’Evangelo;
perché esso è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente;
del Giudeo prima e poi del Greco;

Io non mi vergogno dell’Evangelo : attraverso l’ascolto dell’Evangelo è avvenuta la mia salvezza dalla perdizione eterna, secondo il beneplacito della sovrana volontà di Dio, a cui rendo grazie in Gesù Cristo, il mio Salvatore e Signore.
Io non mi vergogno dell’Evangelo ed anzi dichiaro in che cosa consiste come scritto nella Bibbia dall’apostolo Paolo, apostolo e dottore dei Gentili, in fede e in verità, a cui era stato dato per rivelazione di Gesù Cristo ed inoltre lo proclamo affinché sia conosciuto dalle persone.
L’Evangelo è la manifestazione della potenza di Dio per la salvezza degli esseri umani, rivelato prima al popolo d’Israele e quindi successivamente ai Gentili. Esso è la buona novella della salvezza mediante la fede nel Figliuolo di Dio, Gesù Cristo, il solo Signore e Salvatore del mondo, cioè credendo che Gesù è il Cristo, ossia il Messia, l’Unto di Dio venuto in carne, nel mondo, in forma umana, affinché si adempisse il piano della salvezza di Dio per gli esseri umani che credono nel suo diletto Figliuolo Gesù, il quale è morto sulla croce per i nostri peccati, seconde le Scritture, fu seppellito, resuscitò il terzo giorno, a cagione della nostra giustificazione, secondo le Scritture, ed apparve quindi con corpo glorioso per quaranta giorni agli apostoli e ad altre persone, che quindi è salito al cielo, dove siede nei luoghi altissimi, seduto alla destra della Maestà, e da dove intercede per il suo popolo eletto, i santi, presso Dio suo Padre.

L’Agnello sacrificato

L’Agnello sacrificato

Isaia 53 : 7

Maltrattato, umiliò se stesso, e non aperse la bocca.
Come l’agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca.

Il nostro Signor Gesù è l’Agnello di Dio, l’Agnello senza difetto né macchia, ben preordinato prima della fondazione del mondo ad essere la propiziazione per i nostri peccati. Egli ha portato su di sé le nostre malattie, si è caricato dei nostri dolori, è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità, per le sue lividure noi abbiamo avuto la guarigione. Egli è stato disprezzato, maltrattato, abbandonato dagli uomini, ha umiliato sé stesso per donare a noi la salvezza. L’Eterno Iddio suo Padre ha fatto ricadere sul suo Figliuolo diletto tutte le iniquità del mondo ed Egli ha subìto il castigo tremendo che spettava a tutta l’umanità dandoci la possibilità della riconciliazione con Dio; tutto è stato compiuto attraverso il sacrificio espiatorio del Signore Gesù che ha sparso il suo prezioso sangue sul legno della croce per donarci la salvezza.
Quindi chiunque crede nel nome di Gesù, l’unico nome che è sotto il cielo che sia stato dato agli uomini per la salvezza, ovvero chiunque crede che Gesù è il Cristo, non perisce ma ottiene la salvezza ed il dono della vita eterna.
All’Agnello di Dio siano rese la lode, l’onore ed il ringraziamento nei secoli dei secoli perché attraverso il sacrificio della sua morte ha riscattato il suo popolo dalla schiavitù del peccato. Amen.

La rigenerazione ed il rinnovamento

La rigenerazione ed il rinnovamento

Epistola di Paolo apostolo a Tito 3 : 4-5
Ma quando la benignità di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini sono stati manifestati, Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo.

In questi due versetti dell’epistola dell’apostolo Paolo a Tito sono espressi vari concetti dottrinali, molto importanti, relativi alla salvezza dell’essere umano, che pongono l’attenzione sul fatto che la salvezza di una persona è dovuta esclusivamente al consiglio della sovrana volontà di Dio ed inoltre spiegano ancora una volta la modalità con la quale avviene questa così grande salvezza.
Ecco i punti essenziali su cui porre la nostra attenzione :
a ) La salvezza dell’essere umano è dovuta alla benignità di Dio; la salvezza è possibile solo ed esclusivamente in virtù dell’amore di Dio verso gli esseri umani e quindi non vi è altro fattore causale che concorre alla salvezza di una determinata persona. La salvezza di ogni essere umano salvato è un dono di Dio, un atto di amore incondizionato di Dio verso la persona affinché possa salvarsi.
b ) Questo amore di Dio si esercita individualmente verso l’essere umano al fine di salvarlo dalla perdizione eterna e si manifesta in un determinato momento della vita della persona, cioè esso si manifesta nel tempo, nel luogo e nel modo stabiliti da Dio per quella determinata persona. Tutto avviene nella pienezza dei tempi stabiliti da Dio e quindi al momento in cui attuando il suo piano prestabilito per la salvezza verso quella determinata persona, la sua parola viene mandata ad effetto.
c ) L’amore di Dio verso gli esseri umani si manifesta con un atto di sovrana grazia, con un atto di sovrana misericordia verso la condizione disperata della persona perduta. Egli avendo compassione dello stato in cui si trova tale persona, in maniera autonoma, di sua spontanea volontà, decide di operare un atto di grazia incondizionata al fine di strapparlo dalle tenebre e di liberarlo dai legami del peccato.
d ) La salvezza non dipende da alcun merito dell’essere umano. La salvezza non dipende dal fatto che una determinata persona abbia fatto delle opere meritevoli di grazia e questo perché qualunque opera fatta da una persona che non crede in Gesù Cristo, cioè qualsiasi siano la natura, la qualità e la quantità di tali opere, esse non sono in grado di giustificare la persona davanti a Dio e quindi non sono in grado di salvarla dall’ira di Dio. La giustificazione di un essere umano, cioè la condizione in cui un essere umano peccatore non viene più considerato tale e quindi ritenuto giusto davanti a Dio e riconciliato con Dio, non dipende dai meriti che la persona ha acquisito davanti a Dio con le sue opere. Nessuna opera umana compiuta, anche la più grandiosa secondo l’intelligenza e la sapienza umane può salvare l’uomo, essa non è in grado, non ha la capacità di rendere quella persona meritevole di giustificazione e quindi di salvezza davanti a Dio. Dio non opera la sua salvezza verso una determinata persona perché questa ha avuto una vita esemplare o una vita di sacrificio o una condotta integerrima : tutte queste cose non hanno alcun valore per la salvezza al cospetto di Dio. L’essere umano non ha nulla di che gloriarsi davanti a Dio, non ha nessun qualità particolare o opera meritoria con cui potersi vantare davanti a Dio e mediante le quali ottenere la salvezza da Dio.
e ) Il modo in cui avviene la salvezza per un essere umano è affermato in maniera chiara : essa avviene attraverso una nuova nascita, una seconda nascita, una nascita spirituale, una nascita dall’alto, una nascita da Dio, la quale è compiuta dall’Iddio Onnipotente mediante un’opera soprannaturale di trasformazione della persona attraverso il lavacro della rigenerazione ed il rinnovamento dello Spirito Santo.
Il lavacro della rigenerazione, cioè il lavaggio della rigenerazione è operato dalla parola di Dio che è simboleggiata, è rappresentata dall’acqua : infatti una persona quando viene rigenerata, cioè quando nasce di nuovo, la sua rigenerazione è dovuta al seme incorruttibile della parola di Dio, vivente e permanente. La fede, cioè credere, significa credere che Gesù è il Cristo, credere all’evangelo di Cristo, e tale fede viene dall’udire la parola di Dio la quale ha la capacità di lavare l’essere umano da tutto ciò che ostacolava la sua salvezza, purificandola dai peccati commessi durante la sua vita.
Il rinnovamento dello Spirito Santo è quell’opera esercitata dallo Spirito Santo sulla persona facendo sì che essa sia rinnovata, cioè una nuova persona. Lo Spirito Santo innanzitutto convince la persona di peccato, cioè determina sulla persona peccatrice la consapevolezza dello stato di peccato in cui si trova, cioè fa sì che la persona che era nel peccato ed amava il peccato, si renda conto del suo stato peccaminoso in abominio agli occhi di Dio e si penta di questa sua misera condizione. Inoltre lo Spirito Santo determina un’azione di rinnovamento completo sulla persona, di cambiamento completo della persona, cioè fa sì che la persona diventi una persona nuova, con un nuovo modo di vedere la vita, cioè con un nuovo modo di pensare, con un nuovo modo di parlare, con un nuovo modo di comportarsi, completamente diversi da quelli della sua condizione precedente alla conversione. Ogni cosa vecchia diventa passata ed ogni cosa precedente viene vista secondo un punto di vista completamente diverso, derivante dalla consapevolezza di essere un discepolo di Gesù Cristo e quindi come tale guidato dall’amore di Dio e dalla volontà di dimorare nel Signore Gesù Cristo e di osservare i suoi comandamenti.
Quindi come si è visto, ancora una volta viene posta l’attenzione da parte della Sacra Scrittura, sul fatto che la salvezza, il grande dono di Dio agli esseri umani, il dono ineffabile di questa così grande salvezza, è dovuta esclusivamente al sovrano consiglio della volontà di Dio e non è dovuta in alcun modo alle capacità individuali, alla volontà o ai meriti di una persona, e che quindi l’uomo non può e non deve gloriarsi di alcunché davanti a Dio per la sua salvezza ma deve soltanto lodare, celebrare, esaltare la sovrana misericordia di Dio nei suoi confronti. Tale salvezza inoltre, si attua mediante l’azione congiunta della parola di Dio ( simboleggiata dall’acqua ) la quale purifica il peccatore dai peccati commessi, e dello Spirito Santo, il quale rinnova, cioè determina nella persona un cambiamento radicale, un nuovo modo di vivere la sua vita, in osservanza ai comandamenti del Signore e Salvatore Gesù Cristo, rendendolo di fatto una persona nuova.
In conclusione, ancora una volta siano rese a Dio la lode, la gloria, la maestà, la potenza e l’imperio, perché per mezzo di Gesù Cristo, ha permesso la salvezza agli esseri umani che credono nel nome del suo unigenito e diletto Figliuolo, il quale ha sparso il suo prezioso sangue sul legno della croce per la propiziazione dei nostri peccati e di quelli di tutto il mondo. Amen.