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La Domanda Fondamentale

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La Domanda Fondamentale

La domanda fondamentale nella vita di ogni essere umano è stata posta da Gesù ai suoi discepoli.
La domanda fondamentale nella vita di un essere umano, fu formulata dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo allo scopo di spiegare ai suoi discepoli quale deve essere il vero ed unico scopo di ogni essere umano nel corso della sua vita.

Matteo 16 : 26
E che gioverà  egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?
Marco 8 : 36
E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?
Luca 9 : 25
Infatti, che giova egli all’uomo l’aver guadagnato tutto il mondo, se poi ha perduto o rovinato se stesso?
Il cammino su questa terra dell’essere umano è un ponte sospeso nel vuoto, tra la nascita e la morte. Questo ponte per alcuni è più lungo e per altri è più corto, per alcuni è più largo e per altri è più stretto, per alcuni è più stabile e per altri e più traballante, per alcuni è irto di difficoltà e per altri è meno periglioso. Ma alla fine tutti devono percorrerlo ed arrivare alla sponda opposta, nessuno può rifiutarsi di attraversarlo. E per tutti, sia per coloro che credevano e sia per coloro che non credevano che ci fosse qualcosa dall’altro lato del ponte, ci sarà  la constatazione della realtà  : dopo la morte non c’è il nulla, ma un’esistenza altrettanto vera come quella terrena, invisibile agli occhi umani. Alla morte infatti, Il corpo ritorna in polvere alla terra da cui è stato tratto, lo spirito della vita ritorna a Dio che l’ha dato, ma l’anima delle persone è immortale e sopravvive alla morte e si diparte dal corpo per il suo viaggio nell’aldilà  che ha una destinazione diversa a secondo della condizione dell’essere umano al momento della sua dipartita dalla terra.
Di nuovo è utile rammentare i versetti della Sacra Scrittura che trattano della domanda fondamentale posta da Gesù, il Messia, nei vangeli sinottici di Matteo, Marco e Luca.
La domanda fondamentale nella vita di un essere umano, fu posta una volta da Gesù Cristo ai suoi discepoli.
Matteo 16 : 26
E che gioverà  egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?
Marco 8 : 36
E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?
Luca 9 : 25
Infatti, che giova egli all’uomo l’aver guadagnato tutto il mondo, se poi ha perduto o rovinato se stesso?
L’essere umano quando nasce è completamente nudo e tale si presenta al cospetto della morte. La nascita è un medaglione a due facce dove in una faccia vi è la vita, ma nell’altra vi èimpressa la morte perché la vita terrena racchiude in se stessa l’ineluttabilità della morte. L’essere umano non ha nessuna possibilità  di evitare la sua morte, né sa quando essa sopraggiunge dato che può arrivare improvvisamente, senza nessun tipo di preavviso e quindi è fondamentale non essere impreparati per questo evento che si verificherà  sicuramente e che potrebbe avvenire in qualsiasi momento.
L’uomo non può portare nessuna cosa materiale con sè. Quand’anche fosse il più ricco del mondo e avesse il mondo intero come possedimento, non potrebbe portare nulla con sé al momento della sua dipartita. Tutte le cose materiali sono destinate a finire. Eppure l’essere umano pur sapendo che si vive una sola volta e che la sua vita è un nulla rispetto all’eternità e pur sapendo che quando morirà non porterà  nulla con sè, molto spesso conduce la sua vita come se fosse l’esatto contrario e cioè pensando solo ai piaceri della vita e ad accumulare beni e ricchezze sulla terra, come se cioè fosse un essere immortale o come se potesse portare con sé dopo la morte tutto quanto ha accumulato sulla terra.
Ma Gesù Cristo ha posto una domanda che possiede già  in sè stessa la risposta e che dovrebbe far riflettere a lungo e profondamente ogni essere umano. Non vi è nessun vantaggio per l’essere umano nel guadagnare tutto il mondo per poi perdere sé stesso, vale a dire perdere quello che l’essere umano ha di più prezioso, e cioè la sua anima. Non riflettere su questa eterna verità o ignorarla o far finta che non esista o che non sia vera e non conformare la propria condotta di vita ad essa è la cosa più grave che un essere umano possa commettere perché è in gioco la vera vita, cioè quella eterna.
La vita terrena dell’essere umano può essere più o meno lunga, ma rimane pur sempre breve, è un attimo rispetto all’eternità . La morte è solo un momento di passaggio tra due vite : la vita terrena limitata nel tempo e la vita ultraterrena dalla durata eterna.
Solo la propria anima è immortale, perchè nel momento in cui l’essere umano muore, il suo corpo ritorna alla polvere da cui è stato tratto e il suo spirito della vita ritorna a Dio, che l’ha donato all’essere umano nel momento in cui ha iniziato la sua vita. Solo l’anima rimane dopo la morte e dunque è di fondamentale importanza per gli esseri umani sapere il destino dell’anima per l’eternità  e nell’eternità .
La risposta sul destino dell’anima è stata fatta conoscere da Dio agli esseri umani ed è contenuta in un libro sacro scritto da alcuni uomini ispirati da Dio e questo libro è la Sacra Bibbia. Per i santi, cioè per coloro che hanno creduto in Gesù come Salvatore e sono morti in Cristo, l’anima si diparte dal corpo e va in alto nel cielo, in Paradiso, ad abitare col Signore, in uno stato cosciente di pace, di gioia e di riposo dalle proprie fatiche, portandosi dietro le opere compiute durante la vita. Ma per gli empi, cioè per coloro che non hanno creduto nel nome di Gesù e sono morti lontano da Cristo Gesù, l’anima che si diparte dal corpo, va in basso, nella profondità  della terra in un luogo tenebroso di tormento chiamato Inferno, dove c’è¨ pianto e stridore di denti” come conseguenza per non aver creduto nel nome di Gesù e per le opere malvagie commesse durante la vita terrena.
Quindi al momento della resurrezione i giusti risusciteranno con un corpo potente, glorioso, immortale e saranno col Signore Gesù Cristo, dove regneranno per mille anni e poi definitivamente andranno ad abitare nella nuova terra e nei nuovi cieli. Gli ingiusti invece resusciteranno anima e corpo per essere giudicati, e quindi saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati nei secoli dei secoli.