La tua limosina si faccia in segreto

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Matteo 6 : 3 – 4

Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.

Questi due versetti della sacra Scrittura esortano il cristiano ad adempiere ad un comandamento importante : fare l’elemosina.

a ) Il Signore Gesù Cristo durante il suo ministerio ha esortato le persone a fare l’elemosina e quindi il credente, colui che ha creduto nel Signore Gesù Cristo, come il suo Signore e Salvatore, ha il dovere di fare l’elemosina, cioè di dare sostegno economico e materiale alle persone bisognose, alle persone che versano in uno stato di indigenza, di povertà, di ristrettezza economica. L’atto del dare un aiuto economico alle persone povere e bisognose, deve essere sentito dal cristiano oltre che come un santo comandamento del Signore Gesù a cui ubbidire, anche come un atto spontaneo, naturale, fatto con gioia nel donare a chi ha bisogno di un aiuto pratico nelle difficoltà della vita.

b ) Il Signore Gesù Cristo ha inoltre esortato il credente a fare l’elemosina in segreto, cioè in maniera sobria e nascosta, cioè l’atto del fare elemosina deve essere fatto senza squilli di tromba o in maniera tale da far risaltare agli occhi degli altri la propria azione di aiuto agli altri. L’elemosina deve essere fatta con segretezza, senza che gli altri se ne accorgano o lo sappiano e senza pomposità o vanagloria. Tutto quanto deve essere fatto con discrezione, con garbo, senza appariscenza, in segretezza e con il dovuto decoro, in assenza di qualsiasi cosa che susciti il plauso o l’ammirazione degli altri per il proprio atto compiuto, senza alcun vanto o merito particolare ai propri occhi ed agli occhi degli altri.

c ) Il Signore Gesù Cristo, infine, aggiunge una promessa per tutti i suoi discepoli che si impegnano in questa opera degna di lode, e cioè che tutto quello che la persona fa per il suo prossimo bisognoso d’aiuto attraverso l’opera misericordiosa dell’atto dell’elemosina, non rimane nascosto agli occhi di Dio. Vale a dire, se da un lato Gesù esorta le persone ed i credenti in particolare a fare l’elemosina in segreto, cioè in maniera nascosta agli occhi delle altre persone, dall’altro lato assicura la persona che compie tale gesto di aiuto, che esso non rimane nascosto agli occhi di Dio, che tutto vede. E proprio in virtù del fatto che Dio vede tutto dal’alto della sua maestà, ne consegue che tale amorevole opera fruttuosa, degna del ravvedimento, tale atto di carità sincera, riceverà da Dio stesso una sicura ricompensa. In altre parole Gesù fa una promessa di grande gioia e consolazione, e cioè che Dio non tarderà nei tempi e nei modi che riterrà opportuni, secondo il beneplacito della sua sovrana volontà, a ricompensare la persona che ha compiuto questo gesto di solidarietà, in questa vita e nella vita eterna dopo la morte, quando ci sarà il giudizio degli esseri umani secondo le loro opere.

In conclusione il credente deve sentire l’atto del fare l’elemosina ai bisognosi come un atto naturale e gioioso ed un atto di testimonianza di ubbidienza dei precetti del Signore e Salvatore Gesù Cristo. L’elemosina deve essere compiuta in segreto, di nascosto agli occhi degli altri, e senza che gli altri ne vengano a conoscenza. Vi è inoltre una sicura promessa da parte del Signore Gesù che tale opera non rimane celata agli occhi di Dio, ma che anzi è gradita da Dio, che come sommo e giusto giudice darà una giusta ricompensa per ogni opera buona di solidarietà materiale effettuata.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

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