Son io che ho scelto voi

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Giovanni 15 : 16

Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.

Questo versetto della Sacra Scrittura, che è tratto dal Vangelo dell’apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù amava, come egli stesso si descriveva, fa parte del discorso che il Signore Gesù Cristo, pronuncia ai suoi discepoli prima che venga arrestato e quindi ucciso per mano dei Romani ed a causa dell’odio dei Giudei nei suoi confronti. In questo versetto sono racchiuse alcune delle verità fondamentali di grande importanza ai fini della comprensione del progetto di Dio per il genere umano.

a ) Non siete voi che avete scelto me.

Il Signore Gesù precisa una cosa fondamentale : non sono stati i discepoli che hanno deciso di seguirlo nel suo ministerio terreno. I discepoli ritenevano erroneamente che avevano scelto di propria iniziativa e con la loro volontà di seguire le orme del loro maestro e quindi di avere operato una scelta buona e meritoria. Ma in realtà Gesù fa sapere loro che le cose non stavano affatto così, ma che invece la verità era un’altra.

b ) Ma son io che ho scelto voi.

Il Signore Gesù quindi fa un’affermazione di fondamentale importanza : egli è colui che ha operato la scelta dei suoi discepoli a seguirlo e ad ottenere la salvezza, credendo in lui, e quindi di conseguenza la salvezza degli esseri umani a credere nel suo nome dipende esclusivamente dalla sua volontà giusta e perfetta, in pieno accordo con la volontà di suo padre, l’Iddio onnipotente ed eterno.

c ) e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente.

Il Signore Gesù dichiara inoltre che ha scelto i suoi discepoli per far sì che essi con la fede ricevuta portino i frutti degni del ravvedimento, e quindi che la fede ricevuta non sarà una fede vuota e priva di frutto ma produrrà il frutto abbondante della grazia e cioè le opere buone preparate da Dio, innanzi tempo, affinché essi le pratichino con umiltà, con amore e con costanza. Gesù dichiara che il frutto della loro fede è costituito perché sia permanente e quindi durerà nel tempo e non verrà mai meno.

d ) affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.

Il Signore Gesù infine esorta i suoi discepoli, in virtù dell’elezione della grazia della fede ricevuta, a salvezza delle loro anime, a chiedere al Padre, all’Iddio onnipotente, tutto nel suo nome, cioè a rivolgersi al Padre, all’Iddio onnipotente, nel nome di Gesù Cristo, affinché ricevano quello di cui hanno bisogno in accordo con la volontà di Dio. I discepoli durante la loro vita di cristiani non devono mai stancarsi di pregare Dio, chiedendo nella preghiera nel nome del loro Signore e Salvatore Gesù Cristo, che Dio elargisca con le sue benedizioni spirituali i frutti dello Spirito Santo e tutto quello che è necessario per continuare a perseverare nel processo di santificazione progressiva che conduce alla salvezza della vita eterna.

Ancora una volta la Bibbia stabilisce in maniera chiara ed inequivocabile, che esiste un proponimento da parte di Dio, chiamato il proponimento dell’elezione di Dio, che consiste nel fatto che Dio prima della fondazione del mondo, in accordo con il beneplacito della sua sovrana ed immutabile volontà, ha decretato di dimostrare il suo amore nei confronti del genere umano decaduto e corrotto e quindi destinato alla perdizione eterna, attraverso il proposito della grazia di elezione a salvezza, e quindi ha scelto per amore del suo nome, di salvare una piccola parte degli esseri umani perduti mediante il dono della fede nel suo amato figliuolo Gesù Cristo, cioè mediante il dono di credere in Gesù Cristo, che ha sparso il suo prezioso sangue sulla croce per il perdono dei peccati del mondo. L’essere umano che crede in Gesù Cristo, viene purificato dai suoi peccati e diventa, grazie al sacrificio espiatorio di Gesù Cristo, un figliolo adottivo di Dio e quindi viene salvato dall’ira a venire di Dio, causata dalla sua ribellione e dalla schiavitù dei suoi peccati, e quindi scampa in tal modo alla tremenda e giusta punizione a cui era sottoposto dopo la morte, e cioè la dannazione eterna nei tormenti. La scelta a salvezza non dipende dunque dalla persona, cioè non dipende dalla volontà di scelta della persona, e quindi non è legata al fatto che la persona in un determinato momento sceglie di salvarsi credendo nel prezioso sangue di Gesù Cristo. La verità certa ed immutabile è invece un’altra : la salvezza di ogni essere umano che crede è dovuta alla volontà suprema ed immutabile di Dio, che decide di scegliere innanzi tempo, prima della fondazione del mondo, una determinata persona alla salvezza, stabilendo la sua vocazione a salvezza nel tempo, nel luogo e nel modo da lui stabiliti, perché così gli è piaciuto fare, e senza che questa abbia alcun merito particolare o qualità particolari agli occhi di Dio rispetto ad un’altra persona non scelta a salvezza. Questa cosa potrebbe sembrare all’apparenza non giusta ma in realtà non è così : Dio è buono e giusto e di conseguenza non può fare alcuna cosa che non sia buona e giusta e quindi noi sappiamo che in tutto questo vi è sicuramente l’esercizio della perfetta giustizia di Dio e nessuna cosa ingiusta. L’essere umano invece crede con la sua presunzione che sia lui, col suo cosiddetto libero arbitro, a decidere il corso della sua vita e quindi anche la scelta di salvezza con un atteggiamento di posizione meritoria nei confronti del suo creatore. L’essere umano ostinato e ribelle dimentica che non vi è nessuna cosa che non abbia ricevuto da Dio, e di conseguenza anche il dono della fede in Gesù Cristo è appunto un dono, un regalo e quindi la salvezza a vita eterna è ottenuta solo in conseguenza della sovrana grazia di Dio e non per qualche sua qualità peculiare o caratteristica personale particolare o per qualche determinata opera meritoria effettuata. La persona scelta da Dio a salvezza è stata scelta esclusivamente per la misericordiosa grazia di Dio e quindi perché così a lui è piaciuto, secondo il consiglio eterno della sua volontà sovrana e non perché essa fosse migliore di altre persone destinate purtroppo alla perdizione eterna.

In virtù di quanto innanzi descritto, quindi, bisogna essere grati del continuo a Dio e ringraziarlo in maniera incessante per averci eletto a salvezza prima della fondazione del mondo, mediante la fede nel suo diletto figliuolo, il Signore e Salvatore Gesù Cristo, che ha sacrificato la sua vita spargendo il suo prezioso sangue sul legno della croce, e pagando così al posto del genere umano la condanna per il peccato del mondo.

Chi ha un cuore pronto all’ascolto della parola di Dio, mediti su quello che la Sacra Scrittura afferma.

 

 

 

 

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